“Che fatica prendere il traghetto! ” pensava Miss Marple, seduta comodamente ad una delle poltrone del ristorante “La Maison du Cygne”, intenta a consumare la seconda fetta di torta al cioccolato. Non era stato facile convincersi a lasciare la casetta, dove cominciava piano piano a rasserenarsi, dopo il lungo inverno travagliato da mille vicissitudini. Quello che più la divertiva era l’aver inventato tutta quella storia del traffico internazionale  costringendo così l’ineffabile Poirot a prendersi le sue buffe ghette, le sue orrende scarpe lucide, il suo cappello sempre troppo rigido per sbarcare in Belgio. Le era sembrata un’ottima scusa e, a suo modo, non era stata poi nemmeno troppo bugiarda. L’intento era quello di provocare Poirot su una discussione di tipo enogastronomico e la sostanza segreta di cui si paventava un traffico segreto  non era altro che la birra. Già, mai bevanda era stata così lontana dal suo modo di intendere il piacere del bere. Passi per il vino, tanto gradito ai suoi amici francesi, passi per i superalcolici, da sempre amati dal suo amato fratello, soprattutto da quando si era trasferito in America ma la birra le sembrava un tipo di bevanda greve, adatta a minatori incolti o manovali beceri, una cosa da bere , insomma, che non suscitava in lei nessun tipo di interesse culturale. Ma il buon Poirot era estermamente suscettibile tutte le volte che si toccava il suo paese d’origine, anche su argomenti che non lo interessavano alcunchè come era il caso della birra, e  lei si era così convinta ad organizzare un “tasting” dal quale doveva emergere la netta superiorità delle birre inglesi rispetto a quelle belghe
Finalmente erano davanti l’uno all’altra. Il ristorante si era svuotato, solo pochi avventori indugiavano al bancone del bar, guardando incuriositi quella strana coppia seduta in disparte. E, in effetti, l’atteggiamento dei due investigatori non era, come dire, estremamente professionale. Si scrutavano, con fare guardingo, come due giocatori di poker giunti all’ultima mano. Hercule Poirot non riusciva a spiegarsi quel mezzo sorrisetto che spuntava sulle labbra di quella donna, terribile certo, ma che in quel momento risultava stranamente simpatica. Dal canto suo, Miss Marple era quasi dispiaciuta di aver giocato quel tiro mancino al paffuto investigatore, tranquillizzandosi in cuor suo, col fatto che, in fondo, non doveva essergli dispiaciuto troppo tornare a casa, anche se solo per pochi giorni.
– Allora?- ruppe il silenzio Poirot, con voce ferma ma non troppo acuta. – Posso finalmente sapere di cosa si tratta?
– E’ per questo-Miss Marple fece strisciare lungo il tavolo dei fogli stampati, inframezzati da fotografie
Poirot osservo’ il fascicolo in silenzio per qualche minuto, quindi, alzando la sua testa sempre troppo grossa e troppo ovale per il suo fisico se ne uscì con una imprecazione -Merde! Mi vuole dare la chiave di lettura di questi messaggi cifrati o dobbiamo rimanere qui fino a domani mattina?
-Non capisco- rispose la vecchietta- Non c’e’ nessuna chiave di lettura. Quello che volevo dirle è scritto a chiare lettere
– Non mi faccia uscire di senno, per favore. Qui si parla solamente di una disfida tra amanti di birra inglese ( che orrore Dio mio!) e birra belga,che si è svolta a Firenze qualche mese fa, nella quale è uscita vittoriosa di gran lunga la birra inglese. Cosa c’entro io in tutto questo?
– Mi scusi, ma lei non è belga?
– Sì, certo, ma non bevo birra…e poi, cosa c’entra tutto questo con il mio lavoro? Non dovevamo parlare di spionaggio industriale, formule segrete, e non socosa diavolo avevate scritto nelle lettera..
– Devo confessarle un segreto..Mi sono inventata tutto semplicemente per incontrarla qui e chiederle un parere
– Cosa? Mi avete fatto fare un viaggio semplicemente per parlarmi? Ma non potevamo vederci in Inghilterra?
– Io ero già in Olanda e poi mi piaceva vederla al di fuori del solito contesto… Vede, volevo semplicemente farle capire che tutto il suo denigrare i prodotti inglesi è sbagliato, che anche noi facciamo cose buone…
– Madame, s’il vous plaît! Stento a credere alle mie orecchie! Già il fatto di avermi trascinato in questo tranello e poi sentirmi dire anche che gli inglesi possono dire la loro a tavola…No, questo è veramente troppo!
– Guardi, premetto col dirle che io non bevo abitualmente birra..
– Si figuri io!
– Ma sono convinta che è un ottimo esempio di prodotto alimentare universale: va bene per cucinare, lo possono bere giovani e meno giovani, donne e uomini, …
– Non continui,so già dove vuole arrivare! Io non posso certo dirmi un intenditore di birra ( e vorrei vedere), ma tutti i  i più grandi giornalisti, scrittori, buongustai, non cessano di ricordare in ogni momento di come la birra belga risulti, senza possibilità di sbaglio, la migliore nel suo genere. Insomma, il Belgio è paragonabile a quello che rappresenta la Francia per il vino..
– Forse voleva dire l’Italia?
– L’Italia?
– Sì l’Italia, sempre un gradino sotto la Francia..E il Belgio sotto l’Inghilterra!
– Ma allora vuole proprio provocare! Ho detto la Francia e lo ribadisco a chiare lettere. Dove trova birre così ricche pastose, profumate..
– Pesanti, dolciastre, squilibrate…e meno male che non l’ha bevute! No, non avete niente di paragonabile alle nostre “ale”, leggere, quasi acidule, dissetanti…
– Ma mi faccia il piacere! E cosa ci mangiate voi con le vostre “ale”?
– Formaggi, formaggi inglesi..Stilton , Cheddar..Avete formaggi in Belgio da accompagnare alle birre?
– Beh, abbiamo il Gouda..
– Olandese! Ne dica altri, solo di fama internazionale, s’intende!
–  Mi arrendo, non ho armi per competere a simile disfida. Lei approfitta del cibo per darmi uno smacco..Tornando alle birre, però..
–  Lasci perdere, devo dirle che a questo punto non mi interessa più di tanto l’argomento…
– Come, come… Lei mi organizza la riunione segreta e tutto quanto il resto, per dirmi alla fine che non le interessa? Cosa dovrei fare, io, a questo punto?
– Mangiare un cioccolatino belga! Si sposa a meraviglia con le birre inglesi!

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