Ebbene sì, lo confesso, uso ancora il singolare parlando di Massimo Bottura: on che lui voglia il “plurale IMG_8512IMG_8512maiestatis” per rivolgergli la parola, solo che quando parla della sua esperienza, non prescinde da Lara Gilmore , la moglie e tutto lo staff dell’Osteria Francescana, la sua casa, il luogo  che gli ha permesso di arrivare in cima allaIMG_8508IMG_8508 classifica mondiale dei migliori 50 ristoranti del mondo. In molti la criticano ma è normale, quello che però mette tutti d’accordo è che Massimo ha un successo trasversale: leggere quindi alcune dichiarazioni critiche degli ultimi mesi, pronunciate da parte di qualche solone della gastronomia lascia appena perplessi. Se a questo  si aggiunge quelli che lo criticano senza esserci mai stati a mangiare, il quadro è completo  per studiare la fenomenologia IMG_8503IMG_8503del successo cosa possa provocare. Per mangiare all’Osteria si prenota ora per settembre , ma penso che a questo punto si arrivi già ad ottobre o novembre, ma l’approccio potrebbe essere quello di acquistare un biglietto per un musical a Brodway o a Soho, l’anticipo è simile, ed il tempo trascorrerà pregustando IMG_8502IMG_8502IMG_8505IMG_8505l’esperienza. Gli aspetti salienti della cucina dell’Osteria Francescana sono quelli legati ad una grande fedeltà al territorio, potendo così accontentare chi si vuole sedere al desco per mangiare tagliatelle e tortellini, o per chi ha voglia di fare un’esperienza che risulti divertente, stimolante ma soprattutto curiosa. Cronaca da un pranzo dello scorso inverno: Miseria e nobiltà, Una lenticchia meglio del caviale, Sgombro, maialino da latte e zafferano, Spaghetto alla chitarra con ricciola e gel di pomodori verdi grigliati, Zuppa di pesce, Autumn in New York, “Osteria Francescana”, This little piggy went to the market, A volte germano, a volte pernice, ma anche bollito, Caesar Salad in IMG_8520IMG_8520bloom, La zucca fra Mantova e Ragusa, Yellow is bello. Ad accompagnare il tutto, un percorso nel quale insieme ai vini ho assaggiato Franciacorta Annamaria Clementi Ca’ del Bosco 2006, Sidro Christian Druin, Drink, Trebbiano d’Abruzzo “Fonte Canale” Tiberio 2013, Omaggio a Marcello Mastroianni, Malvasia Damijan Podversic 2010 , Idromiele Poeta, Lambrusco di Sorbara Gavioli, Barolo chinato Cappellano, Sake allo Yuzu. Il grande merito del titolare della sala nonché vero restaurant manager, Giuseppe Palmieri è quello di aver sdoganato l’abbinamento classico con il vino spaziando su cocktail e bevande assortite. Esperienza da pregustare lasciano lontano la macchina dall’osteria o, meglio, arrivando in treno, scendendo a piedi lungo le strade meno battute, una sorta di “antipasto culturale”, da coltivare con qualche lettura adatta in treno, musica adeguata, e un luogo dove conservare le emozioni, dal taccuino al cuore va bene tutto

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