Si ha un bel dire ma in Italia non si riesce ad avere pensieri positivi nemmeno durante le tragedie, penalizzando atti di solidarietà nati spontaneamente senza secondi fini, sempre seguendo la logica andreottiana del “Pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre”. Il caso: Paolo Gori, ristoratore della Trattoria Da Burde, lancia l’idea di devolvere l’incasso di un giorno di lavoro del suo locale per i terremotati di Amatrice e degli atri paesi colpiti dal sisma. Quasi contemporaneamente, la Croce Rossa Italiana, lancia la proposta a livello nazionale di dare  due euro per ogni piatto di pasta cucinato e il nostro decide di muoversi in linea con un’organizzazione strutturata, prolungando l’iniziativa per dieci giorni e, contemporaneamente, partecipando ad iniziative che stanno nascendo in città. Su FB, ecco l’attacco: ti stai facendo pubblicità, l’euro che metti è ben poco, ci saranno numerosi clienti, ti stai facendo pubblicità, ecc. ecc. Purtroppo gli italiani crescono nel pregiudizio, fondato da numerosi brutti esempi, che tutto quello che viene fatto a livello pubblico sarà sprecato, ma qui siamo al processo alle intenzioni: segare l’entusiasmo di un’azione di volontariato in anticipo,  senza conoscere chi propone l’iniziativa, accontentandosi della logica del “Tanto peggio, tanto meglio” o quella bartaliana del “Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare” porta ad un immobilismo che certo non serve ad esempio alle nuove generazioni. Dimostrare praticamente di fare cose, concrete, usando il cervello e non facendosi portare avanti dall’onda emotiva mi sembra una maniera saggia di rendersi utili, prolungando poi l’azione nel tempo. Il rischio, purtroppo, è che ci si dimentichi presto di questo, come sempre succede, presi da novità continue che distogliono l’attenzione. I cuochi che possono fare se non cucinare? Sarebbe giusto che ognuno dimostrasse nel proprio campo la volontà di aiuto: è successo ad Amatrice, un nome conosciuto in campo gastronomico: che almeno serva a far risollevare la città e la popolazione da questo dramma, senza dover scovare per forza quali elementi occulti. Credits photo braciamiancora.com

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4 Commenti

  1. Restringiamo il campo. La critica viene da un toscano. Da quel provincialismo tutto regionale, quello che falsifica i risultati di tripadvisor, quello delle invidie, quello della concorrenza sleale, quello che non perdona il successo di bravi imprenditori. I guelfi e i ghibellini sono toscani.

  2. Mi sento in dovere di muovere una critica alla critica del signore che scrive: “ti stati facendo pubblicità, l’euro che metti è ben poco”.
    Dunque, un euro lo mette il proprietario Paolo Gori ed uno i clienti consumando appunto un piatto di Amatriciana. E’ vero ………ma a questo punto gli euro totali sono due e son sempre pohi. Se tutti gli italiani facessero così allora la somma sarebbe consistente.
    Dulcis in fundo…………ma credimi caro scrittore sputasentenze………..”Da Burde”………oggi come oggi……………NON ha bisogno di pubblicità!!!!