A volte mi chiedo se ci sono o ci fanno..parlo dei degustatori intenti a guidare in pubblico sessioni di assaggio dei vini, siano essi sommelier patentati o amatori in veste professionale.E’ interessante notare la platea la platea dei discenti e il loro comportamento, come cambino cioè i costumi sociali, in pubblico , di fronte a parole che, dette in altri ambiti, potrebbero imbarazzare o perlomeno far sorridere, mentre durante la “messa cantata” della degustazione seria, effettuata con tutti i paramenti necessari ,  ogni risata deve essere soffocata, ogni sorriso deve essere nascosto per non disturbare colui che deve illustrare il verbo. Il bello è che lo stesso produttore , a vedere descritto il suo vino con termini perlomeno equivoci, non fa una piega e anzi, rivende tale descrizione agli amici,accorgendosi solo allora che magari non è una descrizione da mettere in cartella stampa. Lasciando da parte quelli che possono essere i riconoscimenti olfattivi, che si fanno indubbiamente intriganti nel momento in cui si parla di “umori animali e sudore”, l’esordio di un esame gustativo può essere il seguente. “In bocca mi entra largo, per poi proseguire in lunghezza” per essere seguito da un incitamento al pubblico del tipo ” Sentite quanto è lungo? Non finisce mai!”. Non male anche quando si va a parlare di struttura”Muovete quella lingua in bocca, per stimolare meglio la percezione della consistenza”. Ci si chiede poi a cosa alluda un degustatore quando indica che“la bocca è accogliente ma non lo vuole subito in gola, preferisce tenerlo per farlo distendere”, per non parlare poi del “rilassamento finale” che vede normalmente in sala molte persone fare cenni di assenso evidenti. Si sa, il mondo dei degustatori è molto strano..Credits curiosando1.forumfree.it

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