E’ uno degli articoli che si potrebbero  scrivere ogni anno riguardante quello che accade in una qualunque città d’arte italiana: il turista che si indigna perché ritiene eccessivo il prezzo pagato per una consumazione, solo che prima andava dai carabinieri a denunciare l’accaduto ed oggi mette lo scontrino sui social.  Questa volta è il consigliere comunale di una città come Firenze a farlo, il che lascia non poco perplessi sulla conoscenza che ha lo stesso rappresentante dell’ambiente che lo circonda. La consumazione è avvenuta a due passi dal Battistero, in piazza San Giovanni, in uno dei bar più conosciuti, si suppone anche se questo non lo scrive, seduto: essendo in Comune, conosce bene quanto lo stesso chieda per lo spazio esterno occupato dai tavolini. Magari può immaginare quanto costa il personale assunto e può fare una rapida proporzione tra il numero di addetti e i clienti: di sicuro l’affitto pagato non è quelli agevolati. Insomma, perché fare una polemica sul fatto che ha pagato troppo un toast? Su quale criterio lo dice? Protesta per il costo di un orologio di Patek Philippe che viene venduto nel negozio accanto al bar pasticceria? Certi comportamenti superficiali sono sempre opinabili, perché fatti da chi cerca la polemica sterile, ma ancora peggio se questo avviene da parte di un consigliere comunale. Qualcuno lo ha obbligato a sedersi e consumare? C’era un menu, lo ha letto, ha visto i prezzi prima? Basta cambiare strada e locale per spendere meno, basta entrare in un fast food ed il problema non si pone. In un bar di Parigi situato a due passi da Notre Dame pensa di pagare meno? Per non dire di Londra. Insomma, all’apertura della stagione turistica non mi sembra esattamente una grande promozione per la città, essendo Firenze tutto si amplifica…

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3 Commenti

  1. Caro Signor Leonardo, sostanzialmente mi posso trovare d’accordo su quanto da Lei scritto, ma sinceramente mi aspettavo, per la Sua cultura culinaria, maggiore equilibrio nel giudizio visto chi qui non si parla di orologi, ma di un piatto.
    Orbene, per mio modesto parere, quando a Firenze si tratta dell’Arte della cucina, il valore economico corrispettivo, dovrebbe essere correlato al piatto e non solo ed esclusivamente alla cornice e al luogo.
    Fare pagare prezzi esosi per un semplice toast è anche uno sminuire la nostra grande cucina e tutti gli chef cittadini che la preparano tenendo alto il livello di quel gusto vero ambasciatore della nostra cultura.
    A parte che nelle altre città europee la consumazione avviene solamente al tavolo (e solo da noi per sedersi paghiamo un supplemento), io ritengo uno sminuimento di tutta la città esagerare su un prodotto che in certi locali, per “decenza”, non dovrebbe essere neanche servito. Altrimenti se questi vogliono fare concorrenza agli Sloow food, almeno, per dignità (non solo loro, ma di tutta la nostra cultura) almeno si adeguino.

  2. Fare colazione seduto al tavolino da niente meno che Scudieri è un lusso, tutti i fiorentini lo sanno. Il lusso ha il suo prezzo e ha ragione Leonardo a chiedersi se lo stesso consigliere sbadato protesterebbe se gli chiedessero tot migliaia di euro per un orologio di lusso, una borsetta di Gucci o un vestito di Dolce&Gabanna. Ci scandalizziamo per i lussi “piccoli” perché sembrano a portata di mano, mentre quelli grandi sono fuori dalla nostra portata comunque. Ebbene i lussi piccoli sono lussi come i grandi, e quando ci sediamo da Scudieri, da Gilli, da Paszkowski o da Rivoire, prima leggiamo la carta poi magari decidiamo se farci “spennare” o meno. Chi non lo fa è solo sbadato oppure strumentalizza, come ho la sensazione che faccia il nostro consigliere. Avrà qualche motivo politico, perché un fiorentino, per di più consigliere comunale, non può non sapere dove depone le chiappe. Non può.

  3. […] settore trainante come la ristorazione ed il pensiero corre a quanto  avveniva circa un anno fa,  a proposito di un consigliere comunale fiorentino, che si indignava con ben altri toni, a dire il vero, su quanto aveva pagato il toast da Scudieri, a […]