All’inizio furono le sagre a far arrabbiare i ristoratori, che accusavano gli organizzatori di utilizzare la scusa del prodotto tipico,per allestire tavolate di persone disposte a spendere cifre basse ma non proprio economiche vista la qualità del servizio. Ne ho parlato qui, a suo tempo, l’argomento è diventato fuori moda a causa del COVID, ma poi tornerà alla fine delle restrizioni, ne sono sicuro.

Val d'OrciaDiversa è invece la polemica che sta montando relativa al servizio di ristorazione all’interno degli agriturismo, che godono di trattamenti fiscali diversi rispetto ai ristoratori. A partire dall’IVA pagata in percentuale minori e soprattutto la gestione legata al personale, assunto con contratto agricolo, il che determina un risparmio per il proprietario o gestore dell’agriturismo  sui contributi. Di fronte a questi vantaggi però, ci sono delle restrizioni da osservare, soprattutto in Toscana: prima fra tutte, l’obbligo di utilizzare unicamente ingredienti prodotti in Regione. Un motivo chiaro per stimolare i piccoli coltivatori ed allevatori  a farsi conoscere e incrementare la varietà della propria produzione e far diventare così gli imprenditori agrituristici  dei veri ambasciatori del settore agroalimentare regionale. Largo quindi a IGP, DOP, PAT, STG di tutti i tipi.

ElbaSolo che la legge regionale, pur parlando chiaro, lascia alcune deroghe sulle quali nasce una interpretazione discussa. Alle spezie viene concessa ovviamente la possibilità di utilizzo così come la si permette anche a quegli ingredienti che non è possibile trovare prodotti nel territorio regionale: un esempio tra tutti il caffè. Ma il fatto che poi si scriva di alimenti che è impossibile reperire sul territori scatena una ridda di lettura diversa del regolamento. Facciamo un esempio: lo Champagne lo posso trovare sul territorio? Certo che no. E l’ whisky, il rum, il cognac? Ovviamente no, e quindi è possibile servirli o no? Di conseguenza, i cocktail dovrebbero essere aboliti a meno che non siano fatti con liquori e distillati della regione.

Insomma, la questione sarebbe da dirimere in maniera veloce, onde evitare discussioni che si potrebbero prolungare nel tempo, andando ad offuscare quello che doveva essere lo scopo della legge sugli agriturismo: favorire le realtà locali, più o meno disagiate, evitare la scomparsa di prodotti di nicchia, stimolare nuove attività nel settore agroalimentare. Se gli agriturismo cominciano a ragionare con mentalità di alberghi di lusso probabilmente lo scopo iniziale della loro nascita si è perso

 

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