Ora o mai più, verrebbe da dire, pensando ad uno dei dolci classici della tradizione toscana che, tanto per cambiare, tanto dolce non è. Non si può infatti dire che la pasticceria regionale di una regione famosa per la sua gastronomia rappresenti il paradiso dei ghiottoni: si tratta quasi sempre di specialità, parche in creme e zuccheri, adatta a coloro che rinuncerebbero magari all’ultima portata ma, di fronte a qualcosa di leggero..La schiacciata con l’uva, nella sua accezione classica, è composta da pasta di pane, quindi preparata con lievito che oggi deve essere obbligatoriamente madre ;-), stesa su una teglia unta con olio extravergine di oliva e poi coperta di chicchi di uva rossa da vino, tipo canaiolo, molto piccoli. Il tutto viene ricoperto da zucchero, magari c’è chi ci aggiunge anche qualche erba aromatica come salvia e rosmarino e poi, il tutto si cuoceva una volta nel forno a legna. Chiaro che quando ci si trova di fronte a tale semplicità, viene automatica la voglia di complicare un po’ la ricetta e quindi si notano varianti di vario tipo, con il miele e le uova nell’impasto,il burro, una copiosa quantità della stessa uva messa all’interno di un doppio strato di pasta. Quello che è certo è che sembra di assaggiare qualcosa di antico, un gusto non consueto, in un’epoca di creme, mousse e sifoni, il dover tornare a masticare con attenzione per scartare i vinaccioli presenti ricorda molto la rusticità dle tempo che fu!E poi, il fatto che la si possa mangiare solo per un paio di mesi all’anno le dona un fascino inusitato..ok non è tartufo ma insomma..Credits profumiincucina.com

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