Dover prenotare con largo anticipo per andare a cena di lunedì è un ottimo segnale, considerando i tempi, ma lo sbarco di Giovanni Santarpia a Firenze è stato atteso a lungo e sono in molti oggi disposti a fare attese lunghe pur di gustarsi  la pizza. Paradossalmente, Giovanni arriva a Firenze in un momento particolare, quando sono aumentate in maniera esponenziale le pizzerie di qualità, lui che aveva iniziato in provincia , prima a Tavarnelle, poi a San Donato in Poggio, dove erano in tanti a percorrere chilometri di strada. immersi nella campagna chiantigiana, pur di mangiare un esempio di pizza alta e soffice, che era raro trovare in città. Siamo di fronte ad un classico esempio di cambiamento epocale del gusto: dalla pizza bassa e croccante, diffusa in tante città del IMG_8372Nord, siamo oggi tornati di fronte all’originale, ovvero agli estimatori della pizza alta. La nuova pizzeria si trova in Largo Annigoni, a due passi dal mercato di Sant’Ambrogio, nel palazzo che ospita il quotidiano fiorentino La Nazione. La scelta è stata quella di concentrarsi sulle pizze, e sugli antipasti, niente primi: largo quindi alla pizza fritta, magari con sopra il lampredotto , calzone fritto con ricotta e prosciutto, il panuozzo e gli arancini. Per quanto riguarda la pizza, per chi ama quella tradizionale la scelta è limitata a margherita e marinara, poi nelle altre il pomodoro è quasi bandito, tante le combinazioni, anche in quelle speciali magari in carta solo per una sera, dove si preferisce abbinare porcini, burrata zucca , pancetta e tutto quello che passa per la testa di Giovanni. La pasta è ben lievitata, crosta morbida, da mangiare con gusto: non acquosa, una margherita risulta incredibilmente leggera e mangiarne due non pare una bestemmia.  Ambiente grande, arredato in maniera lineare, anche quando è pieno non si creano problemi di rumore. Aperto solo la sera

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3 Commenti

  1. Conoscevo Santarpia già dai tempi di S. Donato in Poggio. E’ un gran piazzaiolo, però per la qualità degli ingredienti, la cura nella preparazione e anche mettendoci tipo e bellezza del locale, preferisco sinceramente il Fuoco Matto o il Munaciello.