Una volta erano gli ultimi giorni per farlo, durante la Quaresima pareva appena eccessivo nutrirsi di sangue di maiale. Oggi poi che l’alimentazione vegetariana e vegana impazzano, sempre quasi di bestemmiare pensando di cibarsi di sangue di maiale. Eppure una volta era così.E viene da chiedersi se i poveri costretti a raccattare quello che trovavano in giro per sfamarsi, venivano considerati peccatori, per il fatto di non osservare l’astinenza dalle carni. Lasciando stare il passato, oggi proporre un a pietanza contente sangue di maiale appare politicamente scorretto, si urtano sensibilità diverse o, più semplicemente, ci si trova a dover buttare via quanto preparato. Il gusto del sangue non attira,il sentore dolciastro unito ad un colore scuro è l’esatta negazione di quanto desidera oggi un consumatore, attratto più da colori vivaci ma meno brillanti e sapori che non siano eccessivamente caratterizzati. Il roventino di fiorentina memoria è un reperto di archeologia alimentare che viene tirato fuori nelle cene a tema maiale, sbocconcellato più per forma che per convinzione: difficile immaginare l’amico che invita a cena e che per l’occasione si metta a cucinare roventini come se fossero crepes per sfamare tutti gli invitati. Ed anche il buristo, acquistato più per carità di patria durante un  viaggio a Siena non riesce a conquistare durante l’alimentazione quotidiana. Un po’ meglio va al mallegato pisano che, entrato nei Presidi Slow Food, ha conquistato un pubblico di estimatori , di nicchia, ma non è semplice pensare di vederlo mangiare in maniera continuativa. Siamo al De profundis di un ingrediente? E’ giusto conservare o è meglio che certe ricette scompaiano? D’altronde oggi nessuno rimpiange il Garum dei tempi dei Romani Credits cronachedipuglia.it

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Un commento

  1. La stupirò con effetti speciali ma pure io da piccola mangiavo il sangue. Una volta all’anno col disgusto di mio padre io mia mamma e i miei nonni lo mangiavano. Non è un fatto di esser vegetariani o di non amare le tradizioni è che cambiano usi e costumi. La ribollita va bene in campagna non se sei impiegato di banca. Gli allevamenti sono cambiati. Non esiste il “come una volta”. “Come una volta” è la frase che piace tanto ai fiorentini ma che di fatto non può essere. Motivo per cui io mangio pesce crudo solo in posti selezionati, non mangio le insalate dove capita, non mangio la tartare. Non è questione filosofica. È questione di igiene e sopravvivenza.