Saper cucinare rende liberi: ci riflettevo una volta quando non riuscivo a capire il problema di un amico, che doveva rimanere da solo a lungo, e non poteva andare a mangiar fuori tutti i giorni. Durante le festività, mi rendo conto che è una doppia fortuna saper cucinare: si possono invitare amici al proprio desco e ci si può togliere dalla confusione imperante fuori, per riservare le visite ai ristoranti in tempi migliori. Potendo scegliere la cena che vorrei, mi trasferirei immediatamente a Parigi, quartiere del Marais, casa con legno diffuso. Lunga passeggiata negli altri quartieri fino alle 23, con festeggiamenti assortiti insieme agli sconosciuti. Da bere: Krug Clos D’Ambonnay 1995 a tutto pasto, senza attendere mezzanotte per stapparlo. A tavola: ostriche spécials de Claires, caviale Beluga con blinis e panna acida, tartare di manzo, crumble di mele verdi. Goccio di Armagnac alla fine. Per finire la notte, cioccolatini, ancora distillato e poi dalle 4 caffé nero bollente. Aspettare il mattino, verso le 6,  e dirigersi a piedi in qualche pasticceria a mangiare il primo croissant dell’anno…

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4 Commenti

  1. Uno che si augura di mangiare una tartare di manzo a capodanno ha tutta la mia solidarietà: è una delle più belle invenzioni della cucina mondiale! Se avessi ancora casa a Parigi ti avrei invitato e preparato un vero “Filet américain” alla bruxellese, per me il massimo della tartare… rigorosamente con patate fritte fatte bene. Auguri di buon anno!

  2. Caro Leo, come ti seguirei in questo vagare per Parigi l’ultimo dell’anno !!!
    Invece mi tocca andare a Fiesole con altre persone ( per fortuna qualcuna amica), mangiare ein piedi e stappare il solito Champagne o Brut a mezzanotte precisa!!! Guai sgarrare di qualche secondo !!!
    Ma ” ça c’est la vie ” !!!
    Viva l’Italia !!
    Un abbraccione a te e Daniela anche da parte di Cesi