Quando aprì, e sono passati trent’anni diventò un luogo cult per la movida fiorentina, uno dei primi posti dove si poteva mangiare il sushi,anche se il locale non era certo giapponese. Fondamentalmente era un bar con servizio cucina, dove si poteva trovare anche l’hamburger, oppure piatti con qualche tocco creativo innovativo. Poi la trasformazione in un vero e proprio ristorantino, con un servizio a pranzo più agile, mentre la sera l’atmosfera cambia e diventa più calda. Il bancone d’entrata sulla sinistra, dove è possibile anche sorseggiare un aperitivo o un cocktail dopo cena, e poi una piccola sala, con tavoli ravvicinati. Il menu non è stuzzicante, i piatti non hanno quel tocco di fantasia che ci si poteva aspettare dopo averlo letto sul sito: poi scopro che il cuoco è in prova e quindi capisco la fase di passaggio. Certo è che gli involtini di mozzarella gratinati, come antipasto, sono gustosi, saporiti, direi golosi. Poco convincenti gli spaghetti alla chitarra con il pomodoro fresco, piuttosto slegati, dolciastre e senz’anima le costolette di agnello saltate con troppo pomodoro. Il tortino di cioccolato fondente è molto dolce. Carta dei vini non ampia, con qualche etichetta interessante, servizio molto attento e premuroso. Tre portate escluso vini sui 40 euro

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