Effettuare assaggi di vino per una guida(nel mio caso il Gambero Rosso) porta ad avere un osservatorio privilegiato su quanto accade nel mondo del vino. Quest’anno mi sono spostato dal Chianti Classico ad altre zone della Toscana come la Maremma, Montepulciano e  la provincia di Livorno:un’esperienza arricchente, che mi ha divertito alquanto. I cento assaggi giornalieri di media devono essere affrontati con lo spirito dell’atleta: pasti mai esagerati, meglio un po’ di corsa, nella quale si sono dilettati soprattutto Antonio Boco e Giuseppe Carrus, miei compagni di assaggi, Non capita spesso di poter assaggiare l’insieme di una produzione, l’esperienza è davvero unica. Fra i tanti assaggi mi hanno colpito, in maniera negativa però, i vini rosati. Nella foto vedete il colore di 4 vini dello stesso territorio, tanto per farvi capire come ognuno, in questo campo, vada un po’ per conto suo. C’è chi effettua davvero la vinificazione in rosato, altri invece preferiscono ottenerlo attraverso un salasso del vino rosso ma i risultati non soddisfano appieno. Eppure il rosato è tornato di moda, non ci si vergogna più ad ordinarlo al ristorante, come succedeva negli anni del gastrofighettismo imperante. Un piccolo sforzo per farlo meglio? Cosa ne pensate?

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Un commento

  1. Effettivamente i rosati sono dei vini che stanno a metà, dal punto di vista di una degustazione sono da considerarsi bianchi, ma rispetto al bianco hanno qualcosa in più e rispetto ad un rosso hanno senz’altro qualcosa in meno.
    Che dire che lo sforzo si può anche fare e te Leonardo meglio di me sai che il vino rosato è quello tecnicamente più studiato a tavolino e programmato…e potrebbe portare ad avere un prodotto migliore a patto che le caratteristiche delle uve diano una mano!!!!!giusto?ciao da Livorno