Succede a volte nelle squadre di calcio: formi una squadra di campioni e non riesci a vincere lo scudetto (parlo per sentito dire,chiaro!). Invece, nella ristorazione, il connubio riesce se metti insieme esperienze diverse e fai svolgere il lavoro in ruoli distinti: Romeo nasce dall’incontro tra i fratelli Alessandro e Pierluigi Roscioli e la coppia, nel lavoro e nella vita, formata da Cristina Bowerman e Fabio Spada. Romeo è la loro nuova creatura: eh si che tutti di cose da fare ne avevano, tra ristoranti, birrerie, forni e quant’altro fa ristorazione. Mancava un posto onnicomprensivo, dove fosse possibile trovare il pane e la pizza, il ristorante informale e il bar e così lo hanno creato nella zona Prati. Informazione per i non romani: raggiungerlo è facilissimo, fermata Ottaviano della metropolitana, due passi a piedi ed eccoci arrivati in quella che era una carrozzeria ed oggi è un locale moderno, funzionale, dall’architettura che sorprende, vivace e già vivo. Meno di un mese dall’apertura ed è già un successo, in tanti lo frequentano, anche solo per comprare un panino o una pizza per l’ora di pranzo, o magari mangiare un piatto sullo sgabello nel tavolo centrale.L’aproccio è intrigante, si cerca di capire come funziona, vedendo sulla destra, appena entrati, la varietà di pani in bella mostra e, a seguire, quella del banco della gastronomia, con affettati e formaggi cme se piovesse. Si passa accanto al bancone del bar e poi si accede nella sala grande: sulla destra, una saletta più riservata dove, una volta, era piazzato il forno per verniciare le automobili. Per chi decide di fermarsi a tavola, la proposta di Cristina è allettante, piatti mai banali, costruiti con attenzione, che stimolano curiosità e anche le ghiandole salivari: 6 proposte per ogni portata, con occhio attento anche ai vegetariani. Intriga la pancia brasata di maiale con pinoli mela, sedano e kimchi Romeo, piacevole la crema di zucca castagne e panzerottini al taleggio, gustose le mezzelune ripiene di coppa, salsa pomodoro confit al gin e alici, un classico imperdibile gli spaghettoni Cavalieri alla carbonara. Come secondo, da urlo il panino con fegato grasso, chips di patate, ketchup di manzo e maionese al passito, accolgiente la coda alla vaccinare, crumble di cioccolato e coulis di sedano. Altrimenti bufala e fiordilatte come se piovesse, assortmento di formaggi italiani e francesi, oltre a quello di salumi. Carta dei vini monumentale con 500 etichette, con ottime proposte al bicchiere. Personale sveglio, preparato e gentile. Per tre portate si spendono sui 40 euro, ma ci si può sedere per mangiare un solo piatto a 15 euro o un menu degustazione “solo mani, ovvero senza l’uso di posate a 45 euro. Il nome? “Romeo, Romeo, perchè sei tu Romeo?” o forse perché la carrozzeria che c’era prima era dell’Alfa Romeo? Ah, saperlo!!

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