Mirko Giannoni è figlio d’arte, considerando che il padre Marino è stato appena premiato a Prato per i suoi 65 anni di lavoro da cameriere con una passione sfrenata per il mestiere, tanto è che lo si vede ancora aggirarsi nella sala del ristorante del figlio:  di cose ne avrebbe da insegnare a tanti giovani che  si vogliono avviare alla professione ma che poi si perdono per strada. Aprire un ristorante a Prato è un bell’atto di coraggio, lo devo ammettere, nel momento in cui si voglia seguire la strada della qualità: strana città, (lo so un fiorentino non dovrebbe dirlo ma tant’è..)con gli abitanti che sono stupendi clienti altrove, ma poco propensi a vivere la proposta IMG_7209culinaria locale con troppo interesse.  Mirko e Sara, coppia nella vita e nel lavoro, hanno deciso di tentare l’avventura ristorativa, rinnovando completamente l’ambiente e gli arredi del proprio locale, che già marciava bene, ma a loro piaceva mettere a compimento i loro pensieri e la loro idea di ristorante, proponendo una cucina gentile, delicata, che esprime bene l’animo del patron, amante dei sapori lievi, mai troppo contrastati. Sara, in sala, ben coadiuvata dallo staff, riesce a dare quel senso di vivacità che crea un buon equilibrio con i piatti. Il menu arriva dentro riviste di moda, alle pareti opere di arte contemporanea, apparecchiatura elegante ma non formale, sono tutti gli aspetti che invitano a frequentarlo la sera, quando sono proposti due menu degustazione a 40 euro per 6 portate, a 50 per 7 , oltre ad una carta ricca e variegata, mentre il pranzo è dedicato ad un servizio veloce per chi lavora e la linea della cucina risulta così ben diversa. La tartare di gamberi rossi con yogurt è delicata e suadente, più caratterizzato al gusto il cuore di baccalà islandese su cremoso di cipollotti e tartufo, in stagione. Divertenti gli spaghetti alla viareggina, calibrato il dentice con crema di cavolfiore, verdure saltate, gamberi rosa. Il pesce è la proposta fondamentale, qualche piatto di carne “di servizio” ma si percepisce la voglia di  far bene, con presentazioni curate, materia prima valide, vini proposti frutto di una carta in via di definizione ma che cerca di muoversi non in maniera ordinaria. Per il dolce, è da provare uno dei tanti flan che costituiscono il pezzo forte della lista. Il servizio è moderno, gentile senza essere affettato. Alla carta tre portate sui 45 50 euro

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