Alcuni ristoranti sono come vecchi amici: sono sempre accanto e li diamo per scontati, salvo poi accorgersi che di qualità ne hanno eccome. Francesco Altomare arriva in via delle Terme, ad inizio degli anni Novanta, dopo aver vissuto l’esperienza dell’osteria Pepolino, nella zona di Coverciano, a Firenze, e quella dei Cavallacci, all’Impruneta. Allora operava in cucina mentre adesso si è trasferito in sala, e da quasi vent’anni accoglie i clienti con entusiasmo e cortesia. L’ambiente si divide in più salette: dopo l’ingresso, sulla sinistra il bar dove è anche possibile fermarsi e sorseggiare un aperitivo, poi due salette raccolte. Il menu è suddiviso in specialità toscane e creative. Buono lo stuzzichino offerto, di gamberi e scamorza, piacevole la tartare di tonno con maionese alla bottarga e avocado. Come primo, da provare gli spaghettoni del pastifico Fabbri con cipollata e guanciale, altrimenti la classica ribollita. Tra i secondi, da non perdere il fritto dell’aia, con pollo, coniglio e pecorino(!) o dei gustosi fegatelli di maiale saltati con le rape. Dolci fra i più golosi, con una torta di mele e gelato al fiordilatte di capra davvero intrigante. Servizio curato ed attento,carta dei vini con alcune chicche curiose. Tre portate escluso vini, 50 euro.

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Un commento

  1. […] chiuso, l’estate scorsa, ha lasciato molti clienti abituali sbigottiti: sotto la gestione di Francesco Altomare, durata quasi 25 anni, si era creata un’atmosfera da club non esclusivo, con i turisti che […]