Via Il Prato a Firenze sta diventando una nuova area interessante per chi ama andare a mangiare fuori: accanto alle trattorie tradizionali e ai ristoranti presenti da tempo, si succedono nuove aperture, anche se alcune novità recenti hanno le insegne già spente, segno evidente che non basta avere idee ma bisogna coltivarle. Una nuova insegna di pesce è quella del ristorante I’Lisca, di Massimiliano Marconi, che a Firenze ha già aperto con img_3927successo in zona Santo Spirito “Lo Spuntino di pesce”. Una settimana appena di apertura e quindi rodaggio da effettuare. Il locale è piccolo ma accogliente, sulla sinistra un banco frigo di pesce in bella vista e poi quello del bar, davanti al quale ci sono tavolini da due. In fondo la saletta, dove è possibile accomodarsi anche in compagnie più numerose. Il menu è scritto sulla lavagna e comprende le specialità del giorno, sulla destra, sempre sulla lavagna, i vini disponibili. In sala il servizio è al femminile, gentile e premuroso. Dal menu scelgo l’insalata di mare, chiedendo se è calda. “Tiepida” è la risposta, quindi approvo ma quella che arriva a tavola è fredda, quindi preparata in anticipo, non certo espressa. Lascio senza rimpianti, ma il piatto non sarà addebitato sul conto. La tartare di tonno è corretta, peccato per quella img_3930striscia dolce di glassa di aceto balsamico, per fortuna non messa direttamente sul pesce. Gli spaghetti allo scoglio ed il gran tegame hanno di fatto la stessa base: cozze, vongole, polpo, qualche altro cefalopode e gamberi che compaiono ogni tanto, su una base piuttosto neutra e poco profumata, Si può chiudere con dolci classici. La domanda che mi pongo è: perché aprire tanti ristoranti di pesce a Firenze se l’offerta deve essere così standard? E’ quello che uno potrebbe ritenere “mangiare inutile”, a meno che non sia la parte dello stomaco da soddisfare: in effetti, le porzioni sono assolutamente abbondanti, forse converrebbe frequentare questi “bistrot marini” per la scelta di crudi, tartare e affini, le buone etichette non mancano, le emozioni sì

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