Ci sono visite a ristoranti che rimangono nel cassetto del critico, per chissà quale motivo: eppure la corsa  a scriverne per primi è incredibile, dovrebbe essere immediata per chi vuol fare il cronista della gastronomia ma talvolta mi fermo e magari non so dire perché, preferisco aspettare poiché qualcosa non mi convince del tutto . Passi per le inaugurazioni di locali, magari annunciate con suoni di tromba e comunicati stampa, dove l’essenziale è dire che apre, ma per situazioni imprenditoriali  che si prefiggono lo scopo di seguire un percorso importante di qualità, si dovrebbe aspettare il tempo debito per finire il rodaggio, ma non sempre si riesce a mordere il freno. Nel caso del ristorante di San Martino alla Palma, purtroppo, il tempo è stato tiranno: a vedere il sito, sarebbero ancora in vacanza , purtroppo la sorte è segnata da un pezzo e malgrado l’inaugurazione sia stata il 28 giugno, il lavoro non proseguirà. Già si annuncia dove andrà l’ex chef del Fico Gabriele Andreoni e, IMG_6097andando a rileggere quello che si scriveva all’epoca, le basi per fare bene sembravano ci fossero tutte, dal personale scelto al tipo di proposta gastronomica ed enologica improntato. Vagheggiarne l’ingresso in guide nazionali appariva oltremodo eccessivo, meno male che nessuno ha voluto esagerare con la rincorsa alla notizia Ma, in definitiva, come si mangiava al Fico? Sicuramente bene ma aveva ovviamente bisogno di rodaggio: divertente ricordare così le cose belle, senza stare a fare il micragnoso Anton Ego che va a riguardare le pulci e le lodi: un ottimo baccalà con gazpacho e sedano. Piace ricordare una vista incredibile, pensando di essere nel comune di Scandicci, di un ambiente fuori dagli schemi, con un menu divertente, l’idea di mangiare in maniera libera,   che è bene aver visitato, anche solo per un attimo. Memories…

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2 Commenti

  1. Già il fico…unico ristorante provato negli ultimi mesi nel quale ahimè non sarei comunque più tornata. La vista sulle colline e l’atmosfera erano indiscutibilmente belle..ma le note dolenti riguardavano i prezzi alti e,sempre a mio parere una cucina che voleva essere da subito stellata,senza risultato. Si doveva essere “iscritti”al club culinario per cuisi passavano diversi minuti a compilare moduli al tavolo.il servizio è stato molto lento ed i piatti con accostamenti non sempre azzeccati. Apprezzo la filosofia a km zero di locali come questo, ma dalla mia esperienza ho vissuto più una serata di fronzoli.. Che di vera sostanza.

  2. […] la storia di quella che sarà la nuova vita. A Scandicci, vi ricordate la storia del ristorante Fico? Bene ora si è stabilito Alessio Morelli che recupera il nome di un locale che gli ha portato […]