Ebbene sì, può capitare che nel lungo peregrinare tra ristoranti dove si propone cucina creativa, molecolare, attuale, rinnovata  e chi più ne ha più ne metta, ci si imbatta in un locale di antica tradizione, posto a due passi dalla piazza principale dell’Impruneta, con tanto di terrazza che, nella bella stagione, permette di godere della vista sottostante(altrimenti, perché il nome?). D’inverno si mangia nella saletta posta al primo piano, altrimenti ci si arrampica per due piani di scale e si arriva alla sala principale. Il menu ripercorre quello della tradizione, pochi antipasti, con quello toscano dai salumi ordinari e crostini migliorabili. Meglio i tortelloni di ricotta con una generosa grattata di tartufo nero e burro. Gustosa, nella sua semplicità, la coscia di pollo(scritta così nel menu) alla griglia, con dei fiori fritti da manuale. Se ci capitate, però, non perdete il peposo, il piatto tipico locale, a base di muscolo di manzo, aglio, pepe in chicchi e vino rosso. Piccola carta dei vini senza annate, servizio affettuoso e cortese. Insomma, un tuffo nel passato, nel tempo che fu, quasi consolatorio nella sua semplicità. 30 euro per tre portate

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