A volte la storia di un ristorante può essere molto travagliata: nato come Baraonda, molti anni fa, con la gestione di Duccio ed Elena diventò un indirizzo dei più ricercati, da coloro che cercavano cucina toscana di qualità servita in un ambiente piacevole. Dal 2002 le gestioni che si sono succedute sono state numerose, ne avevo parlato un anno fa ma oggi è gia tempo di cambiare. Nuovo nome e nuova gestione, questa volta affidata a Marco Romei, cuoco e patron, che nel passato ha guidato la cucina di altri ristoranti di pesce fiorentini come Don Chisciotte e Portofino. Da due mesi al timone del ristorante, sta già progettando cambiamenti che rigurderanno la disposizione della sala, la mostra del pesce fresco ed altre accortezze: lo “work in progress” lo si capisce dalla carta dei vini, ancora con un numero ristretto di etichette. Accoglienza con spumante e chips di patate e crocchette di baccalà, e poi uno stuzzichino a base di tonno scottato servito su crostone. Si può scegliere varie specialità di crudo, le ostriche sono corrette, buona come antipasto la buridda con piselli e patate, un piatto ligure rivisitato, una zuppetta a base di molluschi di mare come calamari, moscardini o polpo. Gli spaghetti alla carbonare di mare sono interessanti ma conviene prenderli come seconda portata, rischiano di diventare stucchevoli. Tra i secondi, il filetto di rombo con salsa al curry, timballino di caponata e ventaglio di mela è una buona intuizione, da sviluppare, anche nella presentazione. Dolci golosi classici, servizio cortese e puntuale. 60 euro per tre portate, escluso vini. Non chiude mai!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento