Ha rappresentato per anni l’idea del cibo di lusso, della ricchezza ostentata, anche a tavola, meno volgare delle piramidi di aragoste e del caviale mangiato a cucchiaiate, ma sempre legato ad un mondo fatto di apparenza. Il risotto allo champagne è un classico piatto da night club, quando ancora esistevano, quei luoghi dove si riuniva la “bella gente” come la chiamavano coloro che ci lavoravano dentro(tradotto: gente che spende tanto e lascia mance cospicue, è ancora oggi così,,,). Usciva dopo la mezzanotte, ed era indubbiamente meno pesante e rustico delle pennette condite con panna, senape, tabasco ed altri ingredienti messi insieme solo per spingere il cliente a bere e quindi spendere ancora soldi in bevande. Quale sarebbe l’aspetto organolettico che fa sentire la differenza rispetto ad un semplice risotto? Non c’è, ammettiamolo, un qualunque vino bianco può servire allo scopo. La cosa peggiore che poteva accadere era quella di vedere aggiunto lo champagne gelato sul risotto caldo e mantecato, con risultati gustativi dei pi tremendi. La cosa divertente che, nel tentativo di scimmiottare i club, in alcuni ristoranti lo si trovava in carta, salvo poi non avere nessuna di etichetta di champagne nella lista dei vini! L’aggiunta finale di panna e parmigiano toglieva ogni residua speranza di avvertire la benché minima prova aromatica dell’esistenza del nettare francese. A chi ve lo propone ancora oggi,consigliate di serbare lo champagne per solenni bevute invece di sprecarlo in siffatta maniera!Credits cookaround.com

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