Si è concluso il secondo appuntamento con Degustibooks ed a caldo, le prime impressioni sono state molto positive. C’è voglia ancora di cucina e di vino, spiegati, mostrati, raccontati, magari in maniera lieve, senza dover per forza pensare di andare a scuola nel momento in cui ci si mette a tavola. Chiaro che l’informazione è l’elemento che non deve mancare per fare una buona diffusione, ma forse, dato anche il momento che stiamo vivendo, c’è bisogno di messaggi divertenti, per affrontare senza patemi d’animo uno die momenti che può e deve rasserenare la giornata. Gli eventi sono stati tanti, e i food show sono quelli che hanno raccolto il pubblico più entusiasta, insieme alle degustazioni di Andrea Gori: vedere le persone che prendevano appunti quando gli chef spiegavano era indubbiamente divertente. Il merito va allo staff di Aida, la casa editrice che ha organizzato l’evento e che per l’anno prossimo promette ancora grandi cose. Sul raduno di blogger credo ci si possa dare appuntamento al prossimo anno, sicuramente più numerosi!

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3 Commenti

  1. Riporto anche qui il mio pensiero: Degustibooks è stata una cosa sicuramente piacevole, divertente e interessante. L’unico problema, secondo me, è stato il suo inserimento all’interno di un festival che ha deluso. Un’accozzaglia di cose non unite tra loro da nessun filo logico. Alcune magari anche interessanti, ma fini a loro stesse.
    Pensare di farlo vivere di vita propria è un’idea proprio irrealizzabile? Se serve una mano, ci sono.

  2. intanto mi scuso per aver mancato l’incontro con gli chef di Pinchiorri, ma ieri sono stata a Degustibooks anche la mattina e mi sono “fatta” tutto il percorso in Borgogna e non ce la facevo a tornare in Fortezza un’altra volta!
    comunque complimenti perché ho trovato Degustibooks interessantissimo e davvero ben fatto. non posso dire altrettanto del resto ma non ne capisco abbastanza di creatività extra-gastronomica per avere un’idea valida.