E’ attraversando mille profumi che abbiamo respirato Oslavia, quell’estremo nord est dell’Italia dal fascino incommensurabile; così poco frequentato, in questo periodo permette di sorseggiare gocce di vita di chi lo abita, di ascoltare la musica attraverso lingue diverse e scandire il tempo senza tempo, passeggiando a ritmo di poesia tra le vigne.

RibolliAMOUn’araba fenice questa meravigliosa terra, risorta da ceneri di una guerra lunga e sanguinosa e che oggi si presenta trasformata in paesaggi bucolici e di rara quiete. Una bellezza ricostruita dagli abitanti, che per lungo tempo, rimboccandosi le maniche, hanno issato grandi vele per andare sempre avanti. Siamo in Friuli Venezia Giulia, a due chilometri da Gorizia, sulle propaggini orientali del Collio; ed è qui che si è svolta la quinta edizione di RibolliAMO, l’evento organizzato da APRO, che ha coinvolto giornalisti e pubblico in un press tour di tre giorni.

RibolliAMO

APRO – acronimo di Associazione Produttori Ribolla di Oslavia – è un’Associazione composta da sette produttori: Franco Sosol, Saša Radikon, Martin Fiegl, Andrea Prinčič, Mateja Gravner, Stefano Bensa e Marko Primosic, tutti determinati e con lo sguardo dritto verso la DOCG Oslavia. La ribolla di Oslavia si differenzia nel Friuli Venezia Giulia per il territorio, la tradizione ed il sistema di vinificazione, dalla quale sono ottenuti vini macerati naturali, chiamati comunemente Orange wine. Un vino che nel pensiero collettivo è spesso considerato estremo e fuori dagli schemi, prevalentemente dedicato solo ad un pubblico di nicchia. Doveroso ricordare che fu Josko Gravner nel 2001 a riconsiderare la vinificazione in anfora con lunghe macerazioni, recuperando antiche tecniche georgiane usando recipienti di terracotta interrati. Josko è stato il pioniere dei macerati naturali, passando il testimone dell’azienda alla figlia Mateja Gravner.

RibolliAMOOggi la ribolla di Oslavia si presenta con un carattere deciso ed elegante, le rese per ettaro sono controllate dai produttori, al fine di ottenere un’ottima qualità delle uve. Solo alcuni filari sono dedicati ai macerati, e in alcuni casi – come quello di Gravner – si attende la vendemmia fino all’arrivo della muffa nobile, prezioso elemento per ottenere particolari vini. I macerati di Oslavia non prevedono interventi di chimica né sulle piante né in cantina, ogni bottiglia è unica e la produzione è limitata. È finita quindi l’epoca dei macerati color pastello arancione e dai sentori troppo ossidati, tanto da non distinguerne il vitigno di origine. Oslavia è andata avanti perfezionando il tiro, anche grazie alle nuove generazioni che hanno compreso che naturale non è sinonimo di poco piacevole; ogni calice ha brillato per il colore e per la trasparenza, nessun estremo profumo ma solo eleganza sia al naso che al palato. La ribolla di Oslavia ha sprigionato energia, vitalità e tipicità con una sorprendente diversità in ogni calice, tanto da spiazzare anche i palati più pregiudizievoli sui vini naturali.

RibolliAMO

RibolliAmo non è stato solo un viaggio enogastronomico, bensì un’esperienza diretta con la storia, con le vigne che attraversano questo piccolo paradiso e con l’umanità di chi lo abita. Cuore e umiltà, ma anche rigore e dedizione per il proprio lavoro: è stato questo che i sette produttori di APRO hanno vivacemente esternato nei tre giorni di RibolliAmo. Un microcosmo dove il tempo non scorre nervoso, una nicchia d’Italia che ci ha fatto capire quante meraviglie ancora poco conosciute abbiamo a portata di mano. Una riserva indiana, un luogo dove gli abitanti ancora risentono di una triplice identità, retaggio di un passato che ancora crea non poche problematiche burocratiche.

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LE PANCHINE ARANCIONI

Per capire meglio il territorio, è valsa la pena la passeggiata con Luigi Nacci: scrittore, poeta, insegnante e guida escursionistica che ci ha condotti sui sentieri in mezzo ai filari, nel percorso delle sette panchine arancioni. Un saliscendi a contatto con la natura per ammirare le colline terrazzate – senza muretti, sembrano un quadro naif -, le rose ai bordi dei filari, le zucche in crescita negli orti verdi e floridi.

RibolliAMOUna passeggiata accessibile a tutti senza dover affannarsi, osservando le vigne ancora ricche di uva botritizzata ed in splendido divenire. La sosta sulla panchina de Il Carpino, azienda di Franco Sosol, è stato il primo step – Franco non si è dispensato dallo sboccare alla volée una bottiglia del suo metodo classico –, per poi proseguire sulla strada ed inoltrarsi da Gravner, in località Lenzuolo Bianco. Un’altra panchina arancione ci ha accolti per godere di uno spettacolo magnifico: le foglie di vite rosso fuoco e le uve ancora in pianta con la botrite in pieno regime. Il sentiero continua per tutte le cantine, un percorso dove ogni panchina sa ospitare chi vorrà sedersi per riposare e, perché no, approfittare di un calice di vino presso le cantine.

RibolliAMOLe vigne si susseguono in un ordine maniacale; c’è una grande cura nella biodiversità ed il ventaglio di colori delle foglie vira dal rosso al giallo al verde malva in questa stagione. La ponca, terreno sul quale affondano le impronte di ogni produttore, è composta da strati di arenaria – lo strato più duro che drena l’acqua in eccesso – e di marna – lo strato più tenero formato da limo che funge da spugna. Questa meravigliosa formula di minerali garantisce un perfetto stato di fabbisogno per la pianta, che trova l’equilibrio in caso di eccesso o di mancanza di acqua. Un suolo ricco e unico dove l’intervento dell’uomo è stato indispensabile per condurre una viticoltura di qualità, prodigandosi a costruire terrazzamenti collinari per evitare gli smottamenti dovuti alle piogge e alle frane

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ALLA LOKANDA DEVETAK 1870

La ribolla di Oslavia di ciascun produttore è arrivata in successione durante la cena presso la Lokanda Devetak 1870, dove i piatti sono stati presi a braccetto da ogni calice creando un’armonia quasi mistica. Un ambiente caldo ed accogliente, arricchito da mobili in stile adornati di oggettistica. I tavoli sono grandi ed apparecchiati con candide tovaglie, le posate al giusto posto ed i calici perfettamente puliti. Finalmente un ristoratore che non cede a cambiamenti per rendere gli ambienti instagrammabili!

RibolliAMOI vini, limpidi e brillanti di color oro antico, sono stati serviti amorevolmente da Augustin Devetak, il quale, oltre ad essere un eccellente ed attento padrone di casa, ha aperto la sua cantina dalle innumerevoli bottiglie provenienti da tutto il Pianeta. Assolutamente da vedere anche per chi non è appassionato di vino.

RibolliAMOIl patè di fegato di gallina e pan brioche con lardo su una focaccia di lievito madre viene omaggiato da una rinfrescante armonia con il Fiegl 2020 (Martin Fiegl). Un vino dalle agrumate freschezze e dalle sfumature saline.

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Zuff, una deliziosa farinata sormontata prima da una ricotta di capra al tartufo e scoppiettante pepe rosa e germogli, su cui posa una cialdina di parmigiano, ha incontrato la ribolla di Stefano Bensa Castellada 2017, frutta bianca matura, spezie e iodio

RibolliAMOLa lingua di vitello su crema di patate, sedano in agrodolce e senape naturale ha visto in supporto la ribolla di Primosic 2016 (Marko Primosic), un giallo dorato intenso dalle vibranti note di spezie dolci, agrumi essiccati e sale.

RibolliAMOTagliolini di farina di vinaccia di ribolla gialla di Oslavia conditi con supeta – una vecchia ricetta di spezzatino di gallina – e adornati con speck croccante e maggiorana; è Il Carpino 2012 di Franco Sosol che va in accompagnamento, sapido e fresco ma allo stesso tempo avvolgente e ricco di gusto di frutti gialli maturi ed albicocca disidratata.

RibolliAMOFusi – pasta che fa pensare un po’ ai garganelli per la forma – condita con luganighe e Jamar, un formaggio latteria Carso stagionato in grotta. Il Radikon 2018 (Saša Radikon) è bello teso e complesso ha una breve descrizione: il fantastico che si accosta perfettamente a tutto. Un’acidità che non occulta l’eleganza.

Coscietta e petto di quaglia alla salvia cotti a bassa temperatura (da mangiarsi rigorosamente con le mani!),

Il giallo intenso di Prinčič 2014 (Dario Prinčič), il senza se e senza ma, meraviglioso e centrato sul frutto maturo, spezie dolci e sale.

RibolliAMOFormaggi accompagnati da confettura di cetrioli e miele di marasca: caciotta di capra, pecorina e la latteria Nestri.

RibolliAMOE arriva Gravner 2011, perla rara e scura, una vita che in bocca racconta di terra, anfore e uomini. Una ricchezza gustolfattica che la bocca fa fatica a ricordare tutti i tratti, dalle note ossidate, alle dolci, alle spezie al mare e alla terra.

RibolliAMOSUL MONTE SABOTINO

Dall’alto dei suoi 609 metri, il Monte Sabotino domina su Gorizia; fu scenario della seconda linea difensiva austro-ungarica conquistata dalla seconda armata italiana il 6 agosto 1916. Oggi è un parco nazionale ricco di vegetazione e di animali desueti. Lo si può percorrere sia in auto che a piedi per raggiungere il rifugio che ospita un punto informazioni, un ristoro ed un piccolo museo.

RibolliAMOUna visita guidata presso le gallerie che furono scavate durante la Grande Guerra ci ha mostrato gli alloggi dei soldati e le piattaforme da dove sparavano i cannoni, fino ad arrivare alle trincee dove ancora è possibile trovare proiettili e tracce di esplosivi. Una passeggiata nella storia, forse dimenticata, che vale la pena percorrere per riflettere, provando un potente brivido di commozione per troppe giovani vite spezzate inutilmente. Una montagna macchiata di sangue che i volontari hanno ripulito negli anni, creando un ambiente percorribile e sano, ritrovando la pace attraverso il meraviglioso paesaggio dal quale si scorge l’Isonzo, – in fondo alla vallata dalla parte slovena – Trieste, il Collio e le Alpi dal versante italiano.

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Gorizia sarà la Capitale della Cultura nel 2025 e si sta preparando in grande spolvero. Una cittadina ordinata, dall’architettura austroungarica, comunica una quiete energetica nonostante una storia che non ha avuto pace.

RibolliAMODurante il simposio che ha visto presenti le Autorità e i giornalisti di settore presso il Cinema Kinemax in Piazza della Vittoria a Gorizia, è stato presentato il film documentario “Call it Amber Wine”. Una pellicola diretta da Andraz Fistravec che racconta la storia dei vini orange e delle sue origini nel Caucaso, i cui protagonisti, oltre a Simon J Woolf autore del libro Amber Revolution, ha visto anche Josko Gravner e Saša Radikon. Un film che ha riassunto la storia di Oslavia e le meraviglie che è in grado di offrire.

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RINGRAZIAMENTI

Ringrazio Klementina Koren, Nada Ayouche per l’allegria e le belle energie durante questi tre giorni

 Ringrazio tutti i produttori APRO nelle persone di Franco Sosol, Saša Radikon, Martin Fiegl Andrea Prinčič, Mateja Gravner, Stefano Bensa e Marko Primosic

 Ringrazio Saša Radikon e la sua famiglia, per l’ospitalità nelle sue nuove camere dalle quali si gode di una bellissima vista sulle vigne. Per le colazioni insieme, per l’opportunità di averci fatto visitare la sua cantina con le bottiglie che fece suo padre, il grande Stanko Radikon.

 Ringrazio Leonardo Romanelli che mi ha dato modo di fare questa esperienza.

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