Novità nel campo della produzione agroalimentare in Toscana: nasce un nuovo simbolo per caratterizzare i prodotti nel mondo e renderli immediatamente riconoscibili

Un segno grafico per sostenere i marchi affermati e promuovere quelli che stanno muovendo i primi passi sui mercati esteri. E’ questo, in estrema sintesi, il progetto che la Toscana sta per lanciare sui mercati internazionali e che è stato presentato, in anteprima, a Firenze, Hong Kong e New York.
Creato da Lorenzo Marini Group per Toscana Promozione, il nuovo brand consiste in una farfalla di vino che, idealmente, si poserà su tutte le bottiglie prodotte nella regione, trasferendo loro un po’ di quell’aura magica che fa della Toscana una delle terre più conosciute ed amate al mondo. Questo, da un lato, permetterà alle case produttrici più blasonate di potersi avvantaggiare del fascino e del posizionamento che la nostra Regione ha, o sta rapidamente conquistando, sui nuovi mercati (Cina, India e Brasile in testa) e, dall’altro, aiuterà i vini emergenti toscani, di alta e altissima qualità, ad entrare da protagonisti sui quei mercati dove il nettare di bacco toscano è già uno status symbol.

Ma i vini toscani ne avevano veramente bisogno?

Il parere di Gianni Salvadori, Assessore regionale all’agricoltura

E’ una farfalla, con le ali di vino rosso, il nuovo brand volto a tutelare e promuovere la produzione
agroalimentare di qualità della Toscana sui mercati internazionali e su quelli interni.
“Il nuovo brand – sottolinea l’assessore all’agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori – è un simbolo che rappresenta un elemento di identità della produzione toscana nel settore agroalimentare. Partiamo dal vino – continua Salvadori – ma il brand, con il quale intendiamo dare un ulteriore contributo per sostenere i nostri prodotti e combattere la contraffazione, è destinato a tutto l’agroalimentare toscano. Sarà – spiega ancora
Salvadori – una certificazione volontaria, che garantirà la qualità dei prodotti toscani. In tempi rapidissimi verrà emanato il regolamento di attuazione che non prevederà appesantimenti burocratici per le aziende ma poggerà su forme di autocertificazione. Questo brand – conclude Salvadori – è stato costruito in modo condiviso e punta a far convergere su questa idea i grandi consorzi dei vini toscani e settori strategici del mondo dell’agricoltura e della trasformazione agroalimentare della nostra regione. Questo sarà un ulteriore elemento di forza del nuovo simbolo che rappresenta la Toscana e la toscanità.”

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