Apre un nuovo locale a Firenze, e di questi tempi non è esattamente una novità (sic!) ma questo si preannuncia con squilli di tromba, manifesti giganti, personaggi in costume che si aggirano per le strade cittadine: si chiama “guerrilla marketing” e qui vi trovate la definizione precisa ed accurata coniata da un genio del marketing;  di geni però, si sa , ce ne sono pochi , poi ci sono tanti imitatori, che amano le definizioni, le strategie e scopiazzano le tecniche senza magari capire perché lo fanno. Il lavoro è poderoso ed anche un po’ contrastato: mettere mano alla Palazzina Reale  per trasformarla in un luogo del cibo, aperto 24 ore al giorno, secondo le prime informazioni, poi ridotte a 20, quando sarà a regime l’organizzazione, indicativamente dal 7 gennaio. L’operazione è spiegata nei dettagli in questo articolo, ma andando all’essenza del progetto, ci troviamo di fronte ad un bar: chiamiamolo “Tapas bar”, con cucina interna a vista, ma sempre di un bar si tratta, con un banco lunghissimo, i tavoli stretti, dove sarà un problema sedere quando sarà pieno di persone che spintoneranno per passare, con un’offerta gastronomica nettamente superiore a cosa si trovava, fino ad ora nelle stazioni. Ma in questo locale, perché dovrebbe entrare un fiorentino, o anche un turista, che non deve prendere un treno? Fatico a trovarne un motivo: difficoltà di parcheggio, a meno che non si voglia pagare  3 euro l’ora, ambiente bello a vedersi ma non adatto a stazionare a lungo, anche se con l’estate aumenterà lo spazio e quindi sarà possibile mangiare seduti con vista vagone. Il cibo è “simpatico”, la versione tapas è quella da prediligere: salsiccia di agnello dolciastra, servita con cavolo viola alla senape, che non si avverte, molto grasso. Le crocchette di baccalà sono gradevoli ma non indimenticabili, spiedino di carne assortita corretto, trippa con pecorino e menta discreta. Ma, finito il pasto, meglio alzarsi, la seduta è scomoda e non invoglia a rimanere : il personale di sala è gentilissimo ed efficiente, una vera rarità nel panorama cittadino, sperando che duri e che regga l’urto del successo di un pubblico che arriverà . Non si spende molto, tapas dai 2 ai 5 euro, piatti sui 10 14 euro, bevande nella norma. Il viaggiatore errante, magari anche ghiottone sarà più contento, ma il guerrilla marketing poteva attendere..

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