Scena classica di un ristorante turistico fiorentino. Il cliente chiede:
-Un Chianti!

– Subito signore

ed il cameriere preleva dalla bottiglia da uno scaffale. Risultato: un ottimo vin brulé che accompagna una bistecca alla fiorentina magari più fredda del vino al suo interno. La domanda è: che fare? dopo anni che si continua a ritenere indispensabile servire i rossi ad una temperatura adeguata nel periodo estivo, e quindi più bassa di quella ambiente, perchè in pochi si adeguano? Cosa possiamo fare per convincere i riottosi ristoratori a cambiare registro? Provate a proporre una maniera convincente di far cambiare metodo di servizio!

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

9 Commenti

  1. Fuori ci sono 35°e passa; la temperatura dovrebbe scendere all’interno delle sale climatizzate! Non so dove sia successo questo evento, quindi accolgo. È pur vero che se abbassi la temperatura del vino troppo bruscamente lo rovini! Buon senso dei ristoratori sarebbe di collocare il vino in posti adeguati dal punto di vista della temperatura ma anche della luce. Servire un rosso troppo freddo non mi sembra ad ogni modo saggio, quindi, direi di lasciare queste “mondanità” (cioè di servire il rosso freddo o peggio con il pesce) ad una clientela in cerca di apparire..

  2. scegliere vino bianco o bollicina ?
    e anche lì spesso devi implorare che ti portino il cestello con il ghiaccio . . .
    e quel bel contenitore in plastica che dovrebbe tenere il vino freddo, vogliamo parlare della sua efficacia ?
    🙂

  3. il vino rosso non va servito a temperatura ambiente, se questa e’ 35 gradi, questo mi pare ovvio. Io gradirei berlo, anche d’estate non più di 22 gradi. Il buon ristoratore può comprarsi un frigo da vino a due temperature senza andare in bancarotta, no?
    Sul rosso sul pesce, dipende dal pesce. Con un bel caciucco non ci vedi bene un rosso, tipo un ciliegiolo, un po’ freschino? Io si.

  4. Ma certo Giampaolo. Le dirò che alcuni punti univoci si trovano sempre tra persone che amano la dialettica e il confronto. In particolare relativamente alla temperatura. Per l’abbinamento invece, asumo una posizione più reazionaria. Naturalmente se ciò mi è concesso! Un cordiale saluto.

  5. se viene servito ad una temperatura non idonea professore…basta non accettare… se il cameriere o il propietario si altera…visto che i soldi sono i miei mi alzo e me ne vado…se mi rincorre… lo semino… se lui mi acchiappa!!! li diventa un problema!!!! al problema comunque c’è sempre una soluzione
    Hasta

  6. Il dibattito non è di maniera, ma per me non si tratta di raffreddare un vino rosso o no. Se è da raffreddare vuol dire che è stato riscaldato, e gli sbalzi di temperatura non gli fanno bene comunque…
    La soluzione è quella indicata da Stefano Buso: tenere il vino in un luogo a temperatura giusta. Ma ce la siamo scordata la cantina di un tempo???? Nei miei ricordi francesi il vino rosso non si teneva mai in casa ma in cantina…

  7. Effettivamente… se la temperatura ambiente supera i 30° credo sia lecito riportare un rosso almeno alla sua temperatura dis ervizio accademica, l’altra sera ho bevuto un pinot nero alto atesino a 18°, l’ho provato prima alla temperatura di scaffale e vi assicuro che a 18° era magnifico ….profumi e struttura al posto giusto! Vogliamo poi parlare dei vini bianchi serviti quasi come cubetti di ghiaccio? e i profumi?