Al Mix Bistrò di Sesto Fiorentino un viaggio-omaggio tra le tradizioni culinarie regionali italiane

Metti che una sera d’ottobre la strada ti porti verso la famosa piana a nord ovest di Firenze, a Sesto Fiorentino per l’esattezza, e ti avventuri in una landa tanto desolata quanto viva di attività produttive e commerciali. Metti pure che la curiosità ti spinga a conoscere un locale, il Mix Bistrò, di cui hai sentito parlare (bene) e metti pure che con non poca sorpresa trovi un’oasi accogliente, piacevole, di un’eleganza abbordabile che mette subito a proprio agio. Insomma i presupposti per una esperienza nuova e interessante ci sono tutti. Se poi l’occasione è il secondo capitolo dei Racconti vegetali, un viaggio-omaggio che tocca le molteplici tradizioni culinarie regionali italiane, allora le possibilità che la cena sia davvero speciale ci sono davvero tutte.

L’antefatto di questo racconto sta nella conduzione del Mix Bistrò, che nasce nel 2013 dalla volontà e dall’entusiasmo di Giulia Chemeri e Daniele Bartolozzi per la cucina vegetale. Giulia, sestese doc, dopo una laurea in storia del teatro per diventare attrice, abbraccia Daniele e il progetto di trasformazione da bar pasticceria a ristorante vegetariano e guidando la cucina di Mix orienta la decisa svolta vegetale del locale. Se questo vi fa pensare a piatti poco allegri e sensazioni morigerate, allora siete fuori strada, perché innanzitutto Mix è un posto articolato, con menu di pranzo scanzonato e facile e una proposta di aperitivo che lo riempie di un pubblico a prevalenza giovanile (riordiamoci che oggi il concetto di giovane è poco legato a quanto c’è scritto nella carta d’identità…). A cena c’è più tempo per gustare, provare, approfondire. E ci sono, cadenzati, gli eventi speciali, come appunto i Racconti vegetali. Nel secondo di questi appuntamenti, che prevedono l’incontro di Giulia con un altro interprete della cucina creativa ma ben ancorata alla tradizione e quindi ai gusti mediterranei, è stata la volta di Stefano Callegari, vulcanico lievitista, uno dei precursori contemporanei della pizza di qualità, inventore del famosissimo Tripizzino, triangolo di pasta lievitata di pizza ripieno delle migliori ricette della cucina regionale. Gulia e Stefano hanno per l’occasione creato un menu di sei portate, ciascuna abbinata al meglio con un vino, una sorta di percorso non ordinato ma golosissimo su per giù per l’Itaia. Fenomenale la partenza: l’ovo in trippa, una frittata tagliata come le trippa e tuffata nel sugo; il MurgeInverse, polpette di fave su crema di cicoria; il miniarancino aglio, olio e peperoncino; il picio all’Elorina con erbe e spezie siciliane, pomodori esplosi di Pachino e mandorle di Avola.

Video per gentile concessione di Nicole Ferrari

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