Ancora pochi giorni e sarà in libreria, per i tipi di Aska edizioni, l’ultima fatica editoriale di Leonardo Romanelli.

Dopo il primo riuscito esordio nella narrativa con Racconti in nuce del 2015, Leonardo Romanelli – gastronomo, sommelier, cuoco, giornalista, commediografo, scrittore, autore e conduttore radiotelevisivo – torna alla forma racconto con la quale evidentemente si trova a suo agio e meglio sa esprimersi, stavolta però senza rinunciare alle predilezioni in ambito enogastromico. Ha preso sostanza così questo libro in cui ogni storia contiene nel suo intreccio un piatto o un qualcosa da mangiare o da bere che rimbalza subito dopo nella sua ricetta. Leonardo non è certo il primo o l’unico a unire storie e ricette, ma riesce a far culminare la commistione di umori, sapori e sentimenti delle donne e degli uomini nati dalla sua fantasia in un altro racconto, quello di cucina e drink, che va ben oltre la classica ricetta con ingredienti, tempi, difficoltà e modalità di realizzazione: è semmai una cronistoria affettuosa della genesi di un piatto o di un cibo, un sorta di riflessione emotiva sul perché di una carbonara o di un tiramisù. La particolarità sta quindi nella successione armonica di un prequel e un sequel che formano un unicum, in cui storia e ricetta si legano e si intrecciano per farci vivere in un microaffresco di vita.

Per tutto questo, il libro si presta benissimo a un gioco in cui i lettori potrebbero esprimere la loro preferenza tra la prima o la seconda parte del racconto, dividendosi tra amanti dell’analisi sentimentale, prevalente nella prima, e tifosi della narrazione autobiografica, più frequente nella seconda; tra suivers dell’impeto amoroso da una parte e appassionati della letteratura di cucina dall’altra.

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