L’articolo è apparso sull’edizione odierna de “Il Firenze”

Ci sono dei piatti che alcune persone non riescono ad ordinare al ristorante: un motivo può essere il nome, oppure la forma ammiccante. Quando ero a scuola, alle superiori, mi ricordo una professoressa d’inglese che, durante una cena in pizzeria, si vergognava a chiedere una pizza “maialona”, quella con salsiccia, wurstel e salamino, per intendersi, chiedendo a noi ragazzi di farlo in sua vece. Sono passati quasi trent’anni, d’accordo, ora nessuno ci farebbe caso, ma ci sono ancora signore che non mangiano il cono gelato in pubblico, temendo di compiere un gesto troppo ammiccante. Tra i piatti di cucina classica nazionale, ricorre in molte liste delle vivande la salsa “puttanesca”, la cui origine è molto dibattuta: si passa dal piatto inventato dal proprietario di una casa di appuntamenti, ispirato dai colori della biancheria intima delle donne che popolavano la sua magione, a quella più probabile di un piatto, creato dall’architetto Sandro Petti con le poche cose che aveva in casa, una sera d’estate, per sfamare gli amici. Un trippaio fiorentino si è divertito a chiamare il suo bollito “erotico” poiché composto da poppa, ottima anche sui crostini e  matrice, pube ovaie e ..”didietro” della vacca: una sintesi perfetta del mangiare i prodotti di scarto! Fino a qualche anno fa, quando un gruppo di ragazzi giocherelloni decideva di andare a mangiare a Campi Bisenzio la specialità locale, la pecora, lo faceva passando parola con uno slogan indicativo: “Stasera tutti a pecora!”, con l’allusione sessuale ben marcata. Seguendo le evoluzioni del linguaggio, non mancano oggi le specialità “alla porcona”, che vanno ad incrementare le preparazioni a base di maiale, senza dimenticare un pesce come le “zoccole”, difficilmente ordinato in una tavolata composta da sole rappresentanti del gentil sesso. Riguardo agli alimenti non ordinati poiché ammiccanti per le forme, occorre citare, riportando i discorsi di tranquille vecchiette al banco della verdura di un supermercato i cetrioli, che spesso vengono accusati di “essere troppo duri e quindi non digeribili”(sic!), le banane”perché se sono troppo mature, poi si ammosciano e non mi piacciono” o le zucchine”perché gradisco solo quelle piccole e tonde, quelle grosse e lunghe non sanno di niente”. Meglio non pensare cosa possono ispirare alimenti come carote, zamponi, sfilatini.: lasciamoci cullare dall’innocenza di un biscotto inzuppato nello zabaione..con rispetto parlando, s’intende!

Poi mi è venuto in mente un altro piatto difficile da ordinare per le signore, almeno a Firenze: il bombolone con la crema..

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2 Commenti

  1. pizza alla maialona.. nei primi anni 80 la ordinavo sempre in quella pizzeria in via de’ renai (3° cerchio?).. andavate lì con la prof ? 🙂