Si trovavano sempre in quattro, amiche per la pelle, che avevano voglia almeno una volta alla settimana, di sedersi a tavola fra loro, senza uomini, per raccontarsi quello che era accaduto in settimana. L’atmosfera che si creava era sempre elettrizzante, si divertivano ad osservare chi entrava o usciva dal locale, se una di loro veniva agganciata cominciavano anche a divertirsi a fare commenti sul predestinato di turno..Ridevano al solo pensiero di cosa pensavano gli ometti che le vedevano da sole, magari si illudevano che discorressero di libri, cinema, teatro ed altri aspetti culturali..se solo avessero potuto mettere un orecchio ne avrebbero sentite delle belle. Quella volta era il turno di Angelica, che doveva raccontare il primo appuntamento della sera prima e tutte erano pronte ad ascoltarla. Lei era titubante, all’inizio non voleva ma fu Luana a spingerla a provare, certa che non se ne sarebbe pentita. Qualcuno lo aveva già conosciuto e quindi dava consigli su come affrontarlo, una volta che si fosse trovata a tu per tu..Chiara era alla ricerca dei dettagli piccanti e la incalzava con domande a dir poco dirette. Magda era la più paziente, magari anche romantica, faceva domande meno incalzanti, desiderosa di capire in quale contesto fosse avvenuto l’incontro. Erano veramente su di giri quando Angelica iniziò a parlare. ” Volevo essere da sola con lui e ci sono riuscita: c’era qualche nodo da sciogliere, magari anche imbarazzo da parte mia, lo ammetto..d’altronde non è mia abitudine avere un approccio così immediato ma non potevo fare altrimenti. Mi sono seduta al tavolo ed ho cominciato ad aspettare: ne ho scelto uno defilato, d’angolo, in maniera che io potessi vedere senza che gli altri mi osservassero. Mi ero vestita in maniera comoda, volevo davvero sentrimi a mio agio” E già qui Chiara intervenne “Niente spacco inguinale per una volta? ” Angelica proseguì senza dar troppo peso alle parole” Aspettai non troppo a lungo e quando lo vidi rimasi quasi sconvolta. Rimasi sola con lui, quasi per miracolo le tendine furono abbassate e non ci furono più scuse: lui era lì, potevo veramente scorgerlo da vicino, bello, grande, immenso. Quasi ammutolita per come lui si mostrasse così diretto, persi ogni resistenza e decisi di non perdere ulteriore tempo: in maniera sfrontata lo presi, lo toccai, lo misi in boca e cominciai a suggerlo e mordicchiarlo, poi leccarlo, per poi ingoiarlo completamente, soddisfatta come non mai!” E le altre in coro: “Ah ti e piaciuto allora, lo stinco in forno!” Credits www.antoniogenna.com

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