In occasione dei 40 anni di questo storico cru del Carmignano, la famiglia Contini Bonacossi ha organizzato una verticale di Trefiano nella Tenuta di Capezzana.

L’odierno Carmignano DOCG Riserva Trefiano è stato infatti il primo cru del territorio, nato nel 1979 da un’idea di Vittorio Contini Bonacossi e uscito come Carmignano DOC Riserva Villa di Trefiano; da allora solo 21 annate ne sono state prodotte, in piccole quantità, dalle 9.000 alle 13.000 bottiglie per annata di produzione. Da sempre blend di sangiovese, canaiolo e cabernet (nelle proporzioni 80-10-10), provenienti da due vigne -poco più di 5 ettari in totale- che circondano la villa Trecentesca di Trefiano.

La Famiglia Contini Bonacossi, l’enologo Franco Bernabei e l’agronomo Andrea Beconcini

Sono 10 le annate in degustazione, dalla prima, la 1979 appunto fino alla 2019. Ma prima di addentrarmi nella descrizione dei singoli vini, vorrei soffermarmi un attimo su un aspetto importante: cosa ci insegna una verticale.

Tecnicamente ci racconta una storia attraverso l’analisi organolettica di un sorso. E attraverso quel sorso e il racconto del produttore, è avvertire le differenze dovute all’annata, all’uso dei contenitori, al modo di fare vino e non ultimo l’effetto del tempo. Ma c’è molto di più di questi tecnicismi da nerd, c’è la comprensione di come il vino viva una vita fatta di gioventù, prontezza e maturità, e che queste non rientrino in fasce d’età precise come accade per esempio per le persone. Ogni vino è una storia a sé stante. Ma non finisce qui. Una verticale è l’occasione per ripercorrere una storia, che è quella del gusto, delle mode o della tradizione, è pensare a cosa accadeva in quell’anno, a tutto quello che nel frattempo è passato e dimenticato, mentre questo vino sta ancora qui vivo nel bicchiere. Ma ciò che più di tutto ci insegnano le verticali come questa del Trefiano, è che quando uomo e natura si trovano complici per uno stesso scopo si hanno risultati commoventi e destinati a durare negli anni. Ed è il tempo a dirlo, non noi, e a dare ragione a queste azioni sinergiche.

Ecco perché la degustazione verticale è più che mai attuale come esperienza; è la memoria storica per chi fa vino, e la testimonianza reale che certe scelte del passato hanno funzionato, e il loro effetto dura vivo nel bicchiere fino ai giorni nostri. E va riconosciuto alla famiglia Contini Bonacossi una lungimiranza che pochi altri hanno avuto, nella conservazione di uno storico aziendale di vecchie annate a dir poco incredibile, e ringrazio di cuore la famiglia per l’opportunità offerta. 

Ecco le annate degustate e in evidenza quelle che mi hanno particolarmente colpito, che sono poi descritte nel dettaglio: 19791983-1985-1988-19982003-2005-2012-2015-2019.  Una cosa che accumuna tutti i Trefiano assaggiati oggi è l’incredibile gioventù che ancora sfoggiano a dispetto dell’età per alcuni. Sono vini percepiti molto giovani a prescindere dal millesimo e Capezzana è una sorta di fonte dell’eterna giovinezza per sangiovese e compagni, in pratica la cocoon del Carmignano. Se vi ricordate quel film..

Villa di Trefiano 1979

1979 Carmignano DOC Villa di Trefiano: la cosa che resta in testa è che è un vino ancora piacevole da bere. Non è “il sorso – esperienza” che spesso caratterizza le vecchie annate da cui, appunto, un sorso e basta. Qui la terziarizzazione si presenta in maniera composta, tipica nelle note di ruggine, rabarbaro e caramella d’orzo. Ma il sorso resta vivo grazie ad un tannino ancora presente accompagnato da una delicata sapidità. Se fosse una persona, nata in quell’anno, apparterrebbe alla Generazione X, quella degli invisibili e priva di identità (da cui X, fonte Wikipedia), ma sarebbe l’eccezione, che spacca per personalità e gioia di vivere.

1983 Carmignano DOC Villa di Trefiano: è il vino che mi ha colpito di più. Descritta come una grande annata, io ritrovo quegli aspetti che amo quando il cabernet fa capolino nell’uvaggio. Ne amo i tratti mentolati, quel vago gusto di boero e i cenni fumé. Il trittico che al naso mi folgora. Il colore è quasi intatto nella parte centrale, solo una leggera unghia granata e in bocca il tannino dolce e l’umami completano un sorso che ha dell’incredibile. L’ho sempre sostenuto che a 40 anni la vita è al top.

1988 Carmignano DOC Villa di Trefiano: qui il colore si assottiglia, si fa più trasparente, preannunciando quasi un vino più leggero. Al naso foglie di tabacco secco, cenni di carruba e foglia di pomodoro, con punte mentolate. Il sorso come atteso si fa più diluito, scorrevole con un finale dai cenni iodati. Un vino che mi è piaciuto molto proprio per questa diluizione, da cui ne risulta un sorso assolutamente attuale. A 35 anni si è in piena forma e si  fanno ancora le capriole

Villa di Trefiano 1988

2003 Carmignano DOCG Trefiano: ricordata come una delle annate più difficili, con un’estate torrida in cui si registravano 38°C anche la notte, e per la sopravvivenza delle viti, qui nella tenuta si è dovuti ricorrere all’irrigazione di soccorso. Forse vale il detto “la sofferenza ti rende forte”, poiché questo vino ha energia da vendere. Nella discussione è stato descritto come un vino “acido”, più che fresco, che si distingue da tutti gli altri in batteria per questa acidità spinta e impensabile per l’annata e per l’età. Nel 2003 ci fu il primo concerto al Colosseo, aperto per Paul McCartney. Il refrain di Twist and Shout deve aver raggiunto anche Carmignano.

2012 Carmignano Riserva DOCG Trefiano: per me l’altro grande vino di questa verticale. Denso, vino di spessore, capace di scuotere il palato per freschezza, profumi di ginepro e tabacco dolce. Un vino ancora nella sua piena gioventù. Il 2012 fu un anno bisesto e ahimé funesto nel mondo (la Costa Concordia, Putin rieletto, l’uragano Sandy..), ma non a Carmignano ;-).

2019 Carmignano Riserva DOCG Trefiano: il buon giorno si vede dal mattino. Vino bambino, spigoloso e tannico, dalle nuances verdi e freschezze quasi alpine. E’ la bellezza immatura, che ancora deve fiorire, quella di una miss diciottenne che a trent’anni vincerebbe ogni concorso anche in jeans. Complice la 2019, annata che per ora si preannuncia tra le migliori degli ultimi venti anni a carattere generale.

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