Presentato il San Bruzio Vermentino Superiore della Cantina Vignaioli Morellino di Scansano

Può un’azienda da oltre 4 milioni e mezzo di bottiglie annue fare vini gradevoli e di qualità? La risposta è senz’altro affermativa se si parla della Cantina Vignaioli Morellino di Scansano che è nata e opera in una zona dove la cultura enologica si è sviluppata a partire dagli Etruschi, è rimasta viva prima nell’epoca romana e poi nei secoli successivi e ha trovato dei degni interpreti, a partire dagli anni ‘70 dello scorso secolo, proprio nei Vignaioli del Morellino. La Cantina Cooperativa infatti fin dalla sua fondazione riunisce lo sforzo dei suoi soci per offrire vini che rispecchino il territorio della Maremma, i suoi vitigni e le sue tradizioni.

La cantina oggi conta su circa 170 soci per 700 ettari di vigneti dove crescono oltre al sangiovese altri vitigni autoctoni come ciliegiolo, alicante, vermentino. Dei quasi cinque milioni di bottiglie prodotte annualmente, più di due milioni sono di Morellino di Scansano docg. Ma al di là dei numeri che descrivono comunque capacità produttiva e quantità, la riprova che la Cantina ha deciso di investire sulla qualità dei propri vini si è avuta nel corso della presentazione in anteprima alla stampa del San Bruzio Vermentino Superiore doc Maremma Toscana 2023, la nuova etichetta nata per dimostrare come il tempo possa essere amico di questo vino, che prende il nome dal vigneto sito nell’omonima località a Magliano (Grosseto), dove si trovano anche i resti del monastero dedicato al santo.


Il San Bruzio viene prodotto con uve 100% vermentino. Il 25% viene raccolto a maturazione regolare e lasciato in cella, mentre il resto rimane in pianta a surmaturare per tre settimane. Al momento della fermentazione, sosta sulle bucce per 24 ore. Di colore giallo paglierino dorato, al naso ha note aromatiche e fruttate con sentori di mandorla; la bocca è piacevolmente acida, ricca e delicata al tempo stesso.
Oltre a San Bruzio, nel corso della degustazione l’assaggio di quattro diverse annate del Vigna Fiorini (vermentino 85% e viognier 15%) ha contribuito a far comprendere tutte le potenzialità di questa tipologia di vino. Il ‘21 ha naso leggerissimo, bocca sapida e consistente, gusto secco; nel ‘20 risalta all’olfatto la macchia mediterranea e il salmastro, mentre la bocca è densa e richiama la frutta matura tra cui spicca la mela golden; nel ‘19 il sentore di affumicato accompagna quello di mare, il gusto è fresco, sapido e persistente con richiami di frutta esotica; il naso del ‘18 rinvia all’incenso e ai frutti tropicali appassiti, la bocca è leggermente sapida e molto erbacea.

Nel corso del pranzo che è seguito alla degustazione, gradevoli il San Rabano, vermentino spumante servito con l’aperitivo, e il Vigna Benefizio, Morellino di Scansano. Una piacevole sorpresa infine il Pe’Sfizio, passito di sangiovese, servito con il dessert, prodotto in poche centinaia di bottiglie.

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