“Niente di nuovo sul fronte occidentale” verrebbe da citare; oppure “La situazione è disperata, ma non seria”. Ancora, “Tanto tuonò che piovve”..ovvio sto cazzeggiando, ma in realtà l’ultima polemica legata al mondo del vino mi ha fatto venire in mente alcune cose. Riassunto per chi non ha seguito la vicenda e i non addetti ai lavori: in Toscana, nella zona di Montalcino, si è assistito lo scorso anno, ad un’inchiesta, da parte della magistratura, riguardo traffici illeciti di vino proveniente da altre regioni, piuttosto efficace visto il can can che ha smosso, ed ora, ad un anno dal suo inizio, è partita la richiesta di rinvio a giudizio  per il presidente del Consorzio dell’epoca dei fatti, il direttore, due enologi e due produttori. Chiaro che tutto dovrà essere dimostrato in tribunale, ma la questione è stata seguita fin da subito da Franco Ziliani nel suo blog con il nome di Brunellopoli. Sotto accusa, oltre ovviamente al sistema poco chiaro di traffico di vino e di uve nelle colline ilcinesi, l’atteggiamento di alcuni degustatori, in particolare Daniele Cernilli e James Suckling che, secondo Ziliani, avrebbero avuto un atteggiamento “strano” nei confronti dell’inchiesta, avendo,  nel corso degli anni passati premiato i vini poi oggetto dell’inchiesta. Molte punzecchiature nel corso dell’anno passato si sono succedute nei vari siti, soprattutto nella zona franca di “Intravino” e  poi, ultimamente, si è innalzata la polemica per una pagina dell’ultimo libro di Andrea Scanzi, già diventato popolare con il suo  “Elogio dell’invecchiamento, alla scoperta dei 10 migliori vini italiani (e di tutti i trucchi dei veri sommelier), uscito nel 2007 per i tipi della Mondadori. Il libro in questione è “Il vino degli altri” e c’è una pagina, la famigerata 131, che riposta una serie di accuse composite a vari personaggi oggetto dell’inchiesta. Si sono mossi altri giornalisti, si è scatenato un bel contraddittorio ma una cosa è certa: Scanzi è entrato nel settore vino con una freschezza di mente ed un atteggiamento diverso da quello che impera nel settore, di cui faccio parte da anni.  Poi avrà sbagliato molte cose( i cognomi in primis!) però ha fatto un lavoro da giornalista, con interviste sul campo. Già, le interviste: a me ancora stupisce che in questi casi non ci si renda conto che le parole dette, una volta su carta, acquistino una forza maggiore, eppure accade ancora nel 2010. Magari un telefonino con il registratore basta e avanza, per controllare..COmunque seguite la polemica, secondo me andrà avanti a lungo!

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