Fa sempre piacere vedere un giovane che tenta la strada della ristorazione, puntando sulle proprie forse: Stefano Pinciaroli, dopo aver lavorato in alberghi e ristoranti, da un anno ha fatto il salto oltre l’ostacolo, aprendo il suo locale proprio dove è nato. Facile da trovare, sulla strada principale del paese, dotato di parcheggio, è un ambiente spazioso, una sala grande dove sono ricavate piccoli angoli più riservati. Staff giovane, molta innovazione anche in cucina, dove le pentole sono ridotte al minimo, grazie a macchinari moderni(la tecnologia avanza). La scelta è fra menu degustazione di 6 portate a 50 euro (carne) e 60 euro(pesce). Altrimenti la carta, con un numero di portate equilibrato: stuzzichino offerto di ricotta e pomodoro fresco e poi si inizia con calamaretti ripieni di pappa al pomodoro con pesto di basilico e croccante di porro: ben eseguito ed equilibrato. Commoventi, come primo, i fagottini di ricotta con animelle saltate e fondo bruno: equilibrati, saporiti, con un fondo bruno dal sapore antico. Variazione di baccalà come secondo: quello montato con olio extravergine risulta corretto però poco profumato, meglio quello saltato con pomodorini(un po’ tanto presenti nel menu). Il piccione in due cotture è pregevole nella sua tenerezza, anche saporito, ma dalla pelle non croccante, che si è costretti a lasciare. I dolci sono ben eseguiti, dai nomi evocativi come Tentazione(notevole!) e Passione. La carta dei vini è curata da Lorenzo Caponi ed è divertente consultarla: non immensa ma ricca di etichette particolari, mai consuete. Servizio cortese ed attento. ALla carta sui 50 euro, non veniteci di domenica perchè è chiuso!

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