Bologna Pressi, esattamente a San Giorgio di Piano, in direzione Ferrara si è svolta la tappa italiana del “Private wine Days” della famiglia Helfrich che possiede Les Grand Chais de France una delle distribuzione di vini francesi del panorama vitivinicolo.

Helfrich
Secondo anno di presentazione dei loro vini con assaggi provenienti da zone non solo tra le più famose come Bordeaux o Bourgogne, fino ad arrivare a territori meno conosciuti ai più, o meglio meno famosi come Jura, Alsace, Languedoc-Roussillon, Provence, che hanno regalato piacevoli assaggi con ottimo rapporto qualità prezzo. E’ stato questo infatti il tema conduttore di questa giornata, ma andiamo per ordine.
Treno prenotato, arrivati a Bologna ci attende un pulmino NCC per accompagnarci alla struttura della manifestazione, location all’aperto, ben attrezzata di gazebo ed ombrelloni per la presentazione ed assaggio di vini. Banchi di assaggio divisi per per regione e zona di produzione, ognuna delle quali presieduta da professionisti gentili e disponibili nel servizio.

Heinrich et fils
Alcuni stand presi letteralmente d’assalto: quali? Quelli dovesi riesce ad assaggiare vini di ottima qualità, a prezzi competitivi e di aziende non blasonate, dove si scoprono bollicine fuori dall’area dello Champagne, pur sempre ricchi di fascino e piacevolezza.
Tra le bolle ho particolarmente apprezzato il Crémant du Jura di Marcel Cabelier,
“Esprit du Chardonnay” annata 2016 con 30 mesi di maturazione sui lieviti, fine ed elegante, con caratteristiche note di lievito e brioche; anche molto interessante il Saumur Brut di Château de Montgueret di Anjou, uno chenin blanc che con solo 18 mesi sui lieviti fa letteralmente girare la testa con la sua freschezza e piacevolezza, come anche il suo bianco fermo sempre di chenin con un élèvage in barrique che mostra tutto il carattere del vitigno.
Grande il Muscadet de Sèvre et Maine di Château du Cleray con 24 mesi sui lieviti di 100% melon de Bourgogne, un vino che non ti aspetti, prodotto dalla piccola zona di Vallet, appena ad Est di Nantes in Loira.
Molte le aziende di Borgogna , dove ha prevalso tra bianchi Chartron et Trebuchet un Pouilly Fuissé e il Mersault entrambi 2018, tipico chardonnay maturato in barrique.
Si è fatto notare anche il Sauvignon Blanc del South Africa, fuori listino di
Neethlingshof Estate, azienda appena acquistata che propone un vino molto caratteristico very fresh end green, per le sue note di finocchio, pirazine ed agrumi.

HelfrichPer i rossi una zona che mi è assolutamente piaciuta è quella della Côtes du Rhône, in assoluto i vini di Victor Berard, un Saint Joseph , ottimo Châteauneuf du Pape e un grande Côte Rôtie, caldo e speziato, di frutto concentrato e dinamico.
Chicca del Languedoc, lo Château de Belles Eaux con il suo Vieilles Vignes 2016, un concentrato di territorio, uva e bellezza, sentori tostati, frutta scura e spezia.
Note che ritroviamo in uno dei territori piu famosi come il Bordeaux, proposte da Saint-Émilion con Château Cantin in un merlot in purezza, e Margaux con Château du Tertre 2016 e 18 che forse ha saputo esprimere al meglio il carattere del tipico blend bordolese di cabernet sauvignon e franc, merlot, petit verdot,con note di frutta dolce e liquirizia, vellutato e speziato.
Ultima ma non ultima per grandezza la Bourgogne Rouge, ancora Chartron et Trebuchet con il suo speziato, fresco e teso Chambolle Musigny ed un concentrato di fragoline e spezie nel suo Vosne-Romanée, entrambi 2017.
HelfrichMa nel cuore resta la finezza ed eleganza dell’Hautes Côte de Nuits del Domaine Saint Saturnin de Vergy 2019 , anche lui, uno di quei vini che non ti aspetti.
Prezzi dai 10 ai 50 € circa, vini da servire al bicchiere, da wine bar di grande piacevolezza
Insomma non manca davvero niente per chi vuole uscire dal cliché delle grandi Maison e si vuole approcciare a dei vini più facili senza perdere la qualità, dei vini piu fruibili, per i giovani e grandi appassionati, per chi ancora, ( come me) non ha ancora sedato la passione per i grandi e piccoli vini, territori, persone e bellezza.

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