In un’intervista a Paolo Madron del Sole 24 ore,  Ciarrapico rivela che, durante una cena, Carlo Caracciolo portò un dolce fatto da Vissani, ma non fu toccato dagli ospiti perchè ritenuto “immangiabile”. Ed il principe disse semplicemente “Vi esento dal mangiarlo”! La notizia la riporta Dagospia ma fa sorridere che il cuoco considerato i numero 1 dalla Guida Espresso venisse sconfessato dallo stesso editore. Ma Ciarrapico può essere ritenuto attendibile come degustatore?

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5 Commenti

  1. Risposta: dalle sembianze di certo è una buona forchetta. Da qui all’essere anche degustatore il passo non è così distante. Sull’attendibilità dubito.Neppure le guide lo sono. Basta guardare il polverone che immancabilmente si solleva ogni anno al momento della loro uscita: la critica della critica.
    Però a proposito di romanità mi sovviene una considerazione (ma sicuramente è mia disinformazione, perchè è troppo eclatante): tra i grandi nomi che i sono occupati di raccontare la gastronomia, rimasti famosi nella memoria collettiva (e dunque non dei soli addetti del settore), mi sembra ci sia penuria di romani (cioè mi sovviene Carnacina, ma altri …).

  2. la sorella prepara – per certo – la piccola pasticceria, eccellente, e la piccola pralineria, strepitosa. poi si occupa anche delle composte & marmellate servite con il carrello dei formaggi.
    per i desserti veri e propri c’è un esercito di pasticceri, tre quattro cinque.

  3. .. e così per approfondire ho notato che anche come ristoranti, tolto Beck , Roma non è molto rappresentata, nonostante sia la più popolosa… questa non può essere solo una coincidenza, qui a mio giudizo c’è una strana consonanza di fattori che esprimono un pensiero o filosofia di fondo che forse andrebbero analizzati. Peraltro, la tradizione mi sembra sia sempre stata così, anche quando i ritimi lavorativi non giustificavano l’emergere di realtà da fast food. Eppure queste attività a Roma hanno trovato comunque terreno fertile , anche se i romani che conosco mi sembra preferiscano sedersi e non mangiare in piedi nella pausa pranzo. No, scusate, qui i conti non tornano…dal quadro che ne esce sembra quasi che un romano per definizione sia inattendbile in gastronomia: inverosimile! Eppure i numeri dell’eccellenza ….