Oggi sul quotidiano fiorentino La Nazione, ecco un articolo di Stefano Brogioni su un fenomeno delle relazioni pericolose che intercorrono tra portieri d’albergo e ristoranti. La cosa mi fa sorridere visto che scrivevo le stesse cose nel 2008 , riprese da un blog di Repubblica Firenze, e quello che è cambiato da allora è la cifra che si presume corrisposta, : nell’articolo si arriva a 15 euro, il che non è certo poca cosa sul conto di una cena, se consideriamo la cifra a coperto. Questa volta però c’è anche un ristoratore che ci mette il nome e una nota ufficiale della FIPE, che denuncia il problema. Da un punto di vista legale, la situazione è praticamente inaffrontabile: il ristoratore fa un calcolo molto semplice, se devo dare il 20% ad un’agenzia posso dare 10 euro al portiere d’albergo, magari mi tocca farlo ” a nero”, ma se non faccio così non lavoro . Quindi, o diventa materia di tipo fiscale, dove  nessuno ha voglia di metterci più di tanto il naso, anche perché toccherebbe a quel punto capire i rapporti che intercorrono tra le guide turistiche che portano i pullman di persone in alcuni negozi del centro storico a fare acquisti, o le relazioni pericolose tra i transfer per gli aeroporti più cari dei  taxi; oppure si regola per legge il lavoro di intermediazione obbligando i soggetti a dotarsi di partita iva :-). Però, se un cliente torna in albergo, è stato benissimo, e addirittura dopo il consiglio, lascia al portiere la mancia, come si fa un direttore di albergo a lamentare? Il cliente uscirà felice, lascerà ottime recensioni a Trip Advisor ed il gioco continua.  Se fossi un ristoratore mi rivolgerei alla mia associazione di categoria ma se niente è stato fatto in tutti questi anni, un motivo ci sarà..Credits www.officinaturistica.com

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