Parte la salivazione appena lo si vede nel girarrosto della rosticceria o del supermercato: si registrano attacchi di acquisto compulsivo quando la scena avviene verso mezzogiorno. Pollo arrosto: affascina anche se è un classico di allevamento, piace per la sua crosta dorata e croccante. Al bando il petto, l’amatore preferisce le cosce e le ali, dove può sporcarsi a piacimento mani e labbra. Come lo preparate? Sale aromatico: aglio, salvia, rosmarino, sale fino, pepe nero, cosparso dentro e fuori e poi, rosolatura violenta. Meglio il girarrosto che la placca. E il limone? Talvolta intero al suo interno. Come lo fate, insomma?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 Commenti

  1. Prima di tutto, prendo il pollo oppure il galletto, con tutto il collo, tolgo il collo, il petto e la carcassa, che poi utilizzerò in un secondo tempo.
    Con le cosce e le ali le cuocio in forno con aglio, ramerino, salvia, sale e pepe, inizio calore moderato, poi oiù forte per farlo croccante, di solito ci metto insieme delle patate.

  2. ma vi sia pollo arrosto senza patate!!
    per me coscia ma non disdegno neppure il boccone del prete.. niente forchetta, tutto rigorosamente con le mani

  3. con il limone intero conficcato, sale e niente olio, arrosto finché non geme e non è del tutto coroccante, molti i succhi, ottime le patate in essi rosolate.

    ottimo anche disossato e ripieno di ogni che, anche qualche scaglietta di ciccolato amaro, e poi sempre il limone intero su per le interiora.

    il petto mi va benissimo se intinto nel sugo come una brioche.