Chi parte per la settimana bianca già si immagina che uno dei momenti clou sarà mangiare la polenta al rifugio: altri ridono al solo pensiero del film di Fantozzi, per molti è un piatto di conforto e rassicurante. Temuta da chi la ritiene difficile da ottenere, è una delle preparazioni realmente più semplici da fare: acqua, sale e farina di mai, sulla qualità della quale si gioca la differenza gustativa. Volendo, qualcuno scomoda anche la durezza dell’acqua, ma il sapore originario è solo quello del mais. Rugosa o liscia, la preferenza diventa una questione tattile, sarà la salsa di accompagnamento che farà il resto. Si potrebbe definire un piatto globale, per quanto appaghi in maniera potente tutti i sensi: barocca quando è grassa con i formaggi, insolita quando si condisce con il pesce, fresca e vivace quando sono le verdure protagoniste, pratica ed inossidabile con ragù di carni. Non valutiamola al momento se fritta, grigliata o gratinata in forno, meglio perdersi nel mare magnum del gusto. D’altronde, con questo freddo, se non ora quando?

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