Non accenna a diminuire il successo delle pizzerie, i veri locali che hanno unito l’Italia da un punto di vista gastronomico. Quale altro piatto, infatti, è possibile trovarlo da Aosta a Palermo, senza considerare il resto del mondo? E meno male che, finalmente, gli americani hanno ammesso che non sono stati loro ad inventare questo tipico piatto napoletano!(ebben si, chiedete e soprirete che in tanti pensano ancora questo!) Oggi si sta affermando sempre di più il genere detto “a pasta alta”, che rispecchia in maniera più fedele la ricetta originale, che proprio della semplicità ha fatto il suo punto di forza. Ma sono veramente troppe le cose che ancora non vanno nella maggior parte delle pizzerie, che non riescono a servire un prodotto decente, almeno per quanto riguarda la qualità della materia prima. Qualche esempio? Partiamo dalla lievitazione, che troppo spesso è aiutata con l’aggiunta di lievito in eccesso, invece di attendere il tempo necessario in maniera naturale. Proseguiamo poi con l’olio: quasi mai è un extravergine di qualità, troppo spesso si tratta di un olio di oliva comune. Continuiamo ancora con i pomodori, che risultano spesso acidi e troppo acquosi. La nota dolente è costituita infine dalla mozzarella, che viene bellamente sostituita con un formaggio qualunque, che non risulta nemmeno un suo lontano parente ma che ha il solo pregio di fondere facilmente. Insomma, non si può certo dire che la materia prima della pizza abbia un costo insostenibile; i ricarichi effettuati ripagano ampiamente del costo del personale e delle spese correnti: è proprio impossibile pretendere di rispettare poche regole essenziali per ottenere perlomeno una qualità accettabile? A questo, aggiungiamo il fatto che spesso la bevanda più venduta rimane la birra e anche su questa i ricarichi sono indubbiamente più alti rispetto al vino. Non sarà proprio un caso, quindi, che se molti ristoranti,anche di fama, con il passare degli anni hanno messo da parte menu faraonici, sale ben arredate per scegliere un arredamento minimalista, tovagliette e tovaglioli di carta e proporre una pizza cotta magari nel forno elettrico! Soluzioni al problema? Sembra quasi impossibile trovarle visto che, nell’aumento generalizzato dei prezzi, il rifugio del dopo cinema e del dopo teatro più economico rimane quello della pizza tra amici. Magari alcuni gesti possono risultare importanti: leggete la provenienza delle materie prime(anche se la mozzarella di bufala non è affatto la più adatta per mangiare la pizza!), assicuratevi che l’olio che viene portato in tavola sia di qualità , abolite quello al peperoncino, scegliendo magari di aggiungere la spezia fresca. In parte tramontata l’epoca delle pizze strampalate, dove l’ananas incontrava il gorgonzola, magari con l’aggiunta di un po’ di ketchup, si sta tornando ad una scelta più legata alla tradizione o alla proposta del “fai da te”. L’unico inconveniente è che le aggiunte hanno spesso costi proibitivi:avete mai notato l’aumento considerevole che subiscono alcune foglie di rucola che si spostano dal banco dell’ortolano alla sommità della pizza fumante?Credits tripadvisor.it

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