E’ stata chiusa per mesi ed aveva lasciato un po’ di amaro in bocca ai clienti abituali; era un locale completamente demodé, con camerieri con la camicia bianca, il papillon e il tovagliolo sul braccio, menu invariabile, ma in tanti la frequentavano per quel misto di nostalgia e tranquillità data dal posto conosciuto. La zona è quella dello stadio, dove non pochi locali hanno aperto i battenti nel corso degli ultimi anni, qualcuno ha fatto in tempo anche a chiudere. I gestori storici si sono stancati, hanno smesso di lavorare e, dopo oltre tre mesi di ristrutturazione, ha riaperto i battenti con nuovi proprietari, già operanti nel settore, completamente rinnovata negli arredi. Molto legno alle pareti, la parte ristorante che è diventata ancora più importante, una lista di pizze non immensa: l’unico aspetto che lascerà delusi gli amanti della pizza è stata l’abolizione del forno a legna. Di conseguenza la pizza è di quelle sottili: buoni gli ingredienti utilizzati, pomodoro dolce e poco acido, basilico profumato, mozzarella che non fa acqua in eccesso. La pasta deve essere messa a punto, non crea problemi di arsura, appena biscottata. Buona e non banale la birra alla spina.

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