Un nome come una sorta di istituzione, a Firenze, pià di quarant’anni sulla breccia, ed un successo di pubblico sempre crescente. Accanto al cinema omonimo, la pizzeria nasce nel 1970 e riesce a catturare un pubblico quanto mai eterogeneo, fatto da comitive di ragazzi giovani e i molto avventori che si fermano prima o dopo il film: si mangia anche dopo mezzanotte ed in cucina esiste una proposta di carni alla griglia e pesce non limitata. Sul menu si pubblicizza il forno a legna più grande della città, ma nel fine settimana è quasi d’obbligo l’attesa: in estate si mangia anche nei tavoli all’aperto, altrimenti nella sala del forno o in quella superiore, adatta soprattutto a comitive. Sulla lavagna sono elencate le pizze del giorno, a 10 euro, che prevdeono ingredienti più disparati, come la ‘nduja, la burrata fresca messa a crudo, ma nel menu si può scegliere se si vuole una pizza tradizionale o doppia: nel secondo caso il prezzo quasi raddoppia. La pasta per la pizza viene tirata molto sottile, di conseguenza la cotttura è quasi biscottata e si fredda in tempi molto brevi: conviene dividerla a tranci e mangiarla aiutandosi con le mani per non sbriciolarla eccessivamente. La versione Napoli non ha eccessi di sapidità, ma non mostra particolari picchi qualitativiI. Servizio cordiale e sorridente.

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