La settimana prossima Firenze si illuderà di nuovo di essere al centro del mondo,una sorta di Manhattan europea dove accade di tutto in pochissimi giorni: riparte con Pitti Uomo, e per i fanatici delle feste e dell’apparire, sarà un lavoro duro dover correre da un party ad un cocktail, passando per la sfilata e l’inaugurazione di un negozio, mentre quelli che devono lavorare veramente si troveranno stanchi ed esausti, la sera, ad un tavolo di ristorante, a mangiare la solita “fiorentina” attesa dal giugno precedente(Pitti Uomo versione estiva!) preceduta da ribollita o pappa. Se l’ingresso alla Fortezza da Basso, la sede della mostra, sarà rigorosamente off-limits per i non addetti ai lavori, per imbucarsi alle feste, oltre alla solita dose di gran faccia tosta, occorreranno abiti adeguati alla bisogna, e quindi non sbagliare look a seconda dello stilista, e magari l’amico con un invito vero. In mancanza, funziona anche fingersi blogger d’assalto alla ricerca di look stratosferici da raccontare ai propri lettori, e quindi non guasta una macchina fotografica in grado di girare video. A livello gastronomico, da segnalare la presenza del 13 gennaio di Andrea Berton e lo staff del ristorante “Trussardi alla Scala” di Milano

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento

  1. Ah, Pitti Uomo…. I quattro giorni ( tre e mezzo, in verità) in cui mi stanco più che nel resto dell’anno, saltando da uno stand all’altro. Da quando seguo la moda per il giornale, i propositi di dieta post-festività vengono sempre spostati a dopo meta gennaio. Hai descritto bene l’ambiente e l’atmosfera, resa unica dalla presenza massiccia di “imbucati” e dalla sfrenata caccia al gadget. Beh, scappo che la maratona modaiola si avvicina e ho 24 pagine da riempire!