La prima volta che vidi un suo quadro ne rimasi affascinato, anche se per molti l’espressione classica al primo impatto è “Questo lo faccio anche io”. E invece no, perché il gioco geometrico tra linee che si intersecano e scelta di colori non è affatto semplice come sembra a prima vista. Ispiratore anche di molti pasticceri, che si sono ispirati a lui nella preparazione di dolci , vede il suo successo nell’incredibile utilizzo che viene fatto delle sue opere nell’interior design. Quasi un tributo giornaliero che viene fatto magari prendendo il caffè al mattino.

TESTO DI ELISA MARTELLI

Piet Cornelius Mondriaan, meglio conosciuto come Piet Mondrian nasce in Olanda nel 1872. Inizia a disegnare fin da piccolo, grazie al padre, insegnante di disegno, e si forma successivamente all’Accademia delle Belle Arti di Amsterdam . I suoi primi lavori sono dipinti di paesaggi, dal 1908 s’interessa alla Teosofia ma anche all’Antroposofia di Rudolf Steiner, mentre un soggiorno a Parigi lo mette in contatto col cubismo. Lo scoppio della prima guerra mondiale lo vede in Olanda dove fonda De Stijl assieme ad altri artisti interessati all’astrattismo. Nella Parigi post-bellica Mondrian inizia a dipingere tele con delle griglie nere e l’uso di colori primari, il suo Neoplasticismo ricerca una forma nuova ed assoluta. Nell’incrocio di linee trova la conciliazione fra forze opposte, la sua arte vuole dare una forma all’armonia, mentre una nuova guerra è alle porte. Durante la seconda guerra mondiale l’artista soggiornerà a New York, città dove morirà nel 1944 all’età di 71 anni.

Mondrian

 

 

 

 

 

 

 

 

La Composizione in rosso, blu e giallo (1930) vede la presenza di colori primari oltre al bianco e al nero, bilanciati alla ricerca di un equilibrio compositivo. L’arte di Mondrian mira alla Verità, al di là delle contingenze terrene, le linee perpendicolari e le campiture di colore geometriche -rettangolari o quadrate- ricercano una perfezione formale dove niente è lasciato al caso, come in una formula matematica.

 

Broadway Boggie woogie

 

L’opera Broadway boogie-woogie inaugura un nuovo linguaggio: sparisce il reticolato nero, i quadratini colorati sembrano tessere mobili di un mosaico che rimbalzano l’una contro l’altra, mattoncini di colore che creano un ritmo pulsante, una vibrazione ottica che sintetizza il traffico delle strade di New York, coi taxi gialli e le luci al neon. Questo quadro, datato 1944, è il penultimo dipinto di Mondrian, qui l’artista sente l’allegria e l’atmosfera frenetica di Broadway e danza sorridente al ritmo sincopato del boogie-woogie.

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun commento