Piove oggi che è Pasqua, almeno a Firenze  e quindi, meglio per coloro che devono rimanere in città: ci si consola maggiormente mangiando, e si evita la ressa da città turistica, dove tutti colgono l’occasione per visitare “monumenti e chiese, parlando inglese(cit.Mogol Battisti). Il pensiero vaga già a domani,sperando che la classica gita fuoriporta sia rasserenata dal bel tempo. Ristoranti pieni, spero per i proprietari, ma rimane lo spazio per un pic nic a tutti coloro che, dovendo gestire figli e magari nonni, preferiscono evitare formalismi e fatiche inumane per consolarsi in un prato, sfogliando margherite, ricordandosi quando nell’erba si distendevano per altre attività invero piuttosto ludiche. Cosa portare allora per godere un po’? Sistemati i pargoli con i soliti paninazzi farciti come lor aggrada, proporrei una botta di vita siffatta: tartare di salmone conservata gelosamente nella borsa frigo, accompagnata da salsa allo yogurt e basilico, cucchiaiata di Caviale conservato nel ghiaccio con tocco di panna acida, qualche fetta di culatello di Zibello da mangiare avidamente servendosi solo delle mani. Da bere, ovviamente Champagne..perdendo legegrmente i sensi, obnubilati dal caldo e dal cibo, vi sognerete quel che volete, rendendo lieve anche il rientro a casa tra clacson suonanti e pargoli urlanti. In fondo, basta poco.. Foto di Vitorio Benedetti

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