Sulla breccia c’è da quasi trent’anni: prima c’era un ristorante di nome Valentino, la cui gestione fu presa da un calciatore della Fiorentina che vinse lo scudetto, Ardico Magnini. Fin dall’inizio il locale si è caratterizzato per la preparazione della bistecca, sulla griglia a carbone: non è un posto per vegetariani, l’esposizione in vetrina delle lombate è perenne e costante, per un carnivoro è il regno della cuccagna. Di proprietà del gruppo Fontani, che a Firenze possiede un numero imprecisato di locali, è la realizzazione del sogno di un ex macellaio divenuto ristoratore. Arredato in maniera “furba”, tanto legno che costa poco e crea calore, ha un folto pubblico di habitués al quale si sommano i turisti che, di passaggio in città, si fermano perché è l’indirizzo sicuro dove mangiare la “Fiorentina”. Tanti cartelli di dubbio gusto attaccati alle pareti(ricordano i tempi della legge Merlin, tanto per intendersi), servizio familiare, che divide i commensali, chi lo giudica caldo e accogliente, chi sbrigativo e svogliato,tra i suoi punti di forza ha quello di poter arrivare in auto e quello di mangiare fino a tardi, sia a pranzo che a cena: il coperto costa 3 euro, ma è accompagnato da un pinzimonio con tanto di olio che permette tranquillamente di saltare un contorno o l’antipasto. I piatti del giorno sono molto legati alla tradizione toscana, come i rigatoni alla coratella, poi affettati e crostini, ribollita, insomma quello che uno si aspetta di trovare in una trattoria fiorentina. Elementi negativi: una certa disattenzione ai particolari, come i contorni freddi, ricarichi dei vini a dir poco corposi, un servizio generale (sala e cucina intendo) molto personalizzato, ovvero dipende se sei conosciuto o meno dallo staff, la percentuale di servizio sul conto. Tutto questo, per una spesa media di 45 50 euro ,che per la bistecca in molti sono disposti a spendere,ed un successo incredibile: i 200 coperti si riempiono ogni sera, si va avanti a servire persone fino alle 2330 e tutto questo prosegue fin dal giorno dell’apertura. Conviene visitarlo per capire come si fa!

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11 Commenti

  1. Per me rimane un mistero. Esosi nel prezzo rispetto ad una qualità complessiva tutto sommato comune. Niente di particolare, ripeto, tutto questo successo e tutto questo passaparola mi sorprende. E lo dice uno che, proprio perché non se lo spiega, a cadenze regolari torna sul luogo del delitto.
    Mah.

  2. Mi aggiungo agli altri…e trovo il termine utilizzato dal Sig.Romanelli molto appropriato..perchè proprio di “fenomenologia” si tratta.
    Al di là dei gusti riguardo la qualità di una bistecca (e qui potrebbe aprirsi un dibattito su quella migliore a Firenze…) penso infatti che la condizione sine qua non per la scelta di un ristorante da parte di chi esce a cena debba essere in primis il rispetto e la professionalità dello staff di un locale verso il cliente (senza però pretendere la gentilezza di cui purrtroppo solo alcuni umani sono dotati).
    Si vede dunque che noi fiorentini amiamo più i locali in cui ci trattano male e con sufficienza ed adoriamo spendere (non poco) i nostri soldi in quei posti “famosi” che ci accomunano senza mai pensare che potremmo trovare qualcosa di altrettanto buono in un posto meno chiaccherato!Troppa fatica…meglio andare da “Perseus”…ed essere “imboccati” mentre il cameriere ti avverte che c’è un doppio turno e che dunque il tavolo va liberato velocemente.
    Ma po vuoi mettere i il giorno raccontare ai colleghi…”ho mangiato da Perseus…la migliore bistecca di Firenze!!!”.
    Probabilmente perchè solo quella di Perseus hai mangiato…

  3. Mi piace quanto scritto da Nicola.. è esattamente quello che ho pensato da sempre, quando vedevo chiudere ristoranti che proponevano ottima cucina, servizio garbato e prezzi equilibrati..proprio vero che Firenze è una città complicata!

  4. Ci sono stato una volta sola, portato da un amico, ma è passato tanto di quel tempo che non mi ricordo neanche più quanti anni fa. Il fatto che non ci sia mai tornato è sufficiente ad esprimere il fatto che la fiorentina non mi fosse sembrata così eccelsa.

    Essendo fiorentino però gradirei essere tolto dal quel noi di cui parla Nicola. A me i locali famosi non sono mai interessati, mi è sempre e solo interessata la qualità di quel che mangio, e questa assai di più di quella del servizio e dell’ambiente.

    Il primo rispetto per il cliente infatti è la qualità di quel che gli viene messo nel piatto, il secondo è quello di praticare un prezzo adeguato, quella del servizio (che certo non nuoce e non spiace) per quel che mi riguarda viene comunque dopo e resta secondaria, anzi terziaria…

    Questo non vuol dire che mi piaccia esser trattato male, ma non facciamo confusione fra il son famoso e con questo mi posso permettere di ignorare la qualità nella cucina, fare prezzi alti e avere un servizio sgarbato, ed il sono forse poco gentile e scontroso, ma servo piatti di qualità ad un prezzo onesto.

  5. Bravo Nicola. E’ esattamente quello che penso anche io e non solo per i ristoranti di Firenze. Vale lo stesso per le pasticcerie blasonate. Pasticcerie “per fiorentini” e non per turisti strapiene la domenica mattina per brioche appiccicose, schiacciate di carnevale o schiacciate all’uva non di mio gusto ma vuoi mettere dire “ho fatto colazione da….” una delle pasticcerie blasonate? E vogliamo parlare dei bomboloni per merenda con dentro crema al cacao che ha sapore solo di farina? Poi ho scoperto che si usa la farina come addensante. Peccato che il sapore ne risenta parecchio. Almeno il mio palato fine se ne accorge. Firenze è una città difficile. Concordo.

  6. Sulla fiorentina non ho esperienza ma il filetto buono lo mangio all’Osteria del caffè italiano e soprattutto anche se la cottura è media tendente al sangue la parte cruda interna non resta mai fredda e non sanguina nel piatto. Oppure la carne buona è alla Buca Lapi dove costa quanto un trapianto di reni ma si taglia come se fosse una mousse.

  7. Dimenticavo. Il filetto di vitello più buono mai mangiato a Firenze è al Caffè dell’Oro. Anche lì per fortuna la carne è così tenera che si taglia anche con il coltello non adatto per la carne.

  8. Su quanto è complicata Firenze tralasciamo il giudizio sulla qualità delle pizze. Con i 3000 programmi in tv anche con pizzaioli napoletani, nessun fiorentino si accorge che tutto quel cornicione della migliore pizzeria della toscana e del mondo è una cosa esagerata e anche se non pesante da digerire ha consistenza e sapore non proprio da pizza napoletana? Anche altre pizzerie in città non hanno consistenza. Restano molli e non croccanti, non piacevoli al palato.