E’ presto, lo so, non è ancora la stagione, ma nell’immaginario collettivo, al primo caldo il pensiero va subito alla peperonata, un piatto che non dovrebbe essere estivo, da un un punto di vista dietetico, considerata la fatica che si deve fare per mangiarla. Sì, perchè il primo pensiero di molti, alla parola peperoni è “digestione” a causa di quella pelle che che è doveroso togliere per evitare notti d’inferno o pomeriggi da incubo. Per molti ma non per tutti, quelli che digeriscono anche i sassi non si pongono il problema..Dovendo pensare ad una versione della peperonata politically correct, i peperoni, rossi e gialli, escludiendo i verdi troppo aciduli, vanno sbucciati con il pelapatate e messi in forno, pelato accuratamente, sufìddivisi in losanghe e tenuti buoni da mettere in una salsa dove la polpa di pomodoro è stata fatta bollire con il basilico, il sale uno spicchio di aglio da togliere successivamente. Si aggiunge acqua e si fa cocere dolcemente sul fuoco, il sapore è nitido e pulito e lo stomaco ringrazia..però, però, il pensiero vaga ad un pranzo estivo effettuato verso le due, con l’odore del soffritto dove nell’olio la cipolla rosola allegramente con l’aglio tagliato a fettine. I peperoni tagliati a listerelle sono nella loro interezza, si aggiungono i pomodori e si fa bollire il tutto a fuoco lento, con il basilico..magari si mette anche l’acciuga, qualcuno il peperoncino e si consumano tiepidi, con un filo d’olio a crudo ancora sopra, con il pane a fare da accompagnamento..una libidine gustativa da accompagnare da un rosso corposo..resistere alla pennichella è un’impresa eroica!Credits cucina-ricette.myblog.it

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