Colpirono la mia fantasia quando lessi, ancora giovane studente, un libro di Paolo Petroni”La vera cucina fiorentina”: e che c’azzeccano? Questo fu il mio promo pensiero. L’arcano mi fu spiegato dallo steso Paolo una volta diventato responsabile della guida Espresso dei ristoranti per la Toscana: era uno dei piatti che si trovava nei ristoranti fiorentini dell’epoca, quindi inizio anni Settanta. Un critico che si rispetti dovrebbe odiare questa specialità di molte pizzerie, per più di un motivo: c’è tanta panna, il salmone è spesso uno scarto della lavorazione di quello affumicato, le penne sono saltate e stracotte. Però incredibilmente piacciono: sono le Gigi D’Alessio della gastronomia, tutti a parole ne dicono nefandezze e poi, nel piatto, con occhi socchiusi, le mangiano a 4 palmenti. Una versione completamente rivista, creata anni fa da Fulvio Pierangelini fece furore tra i critici, ma il popolo nemmeno la conobbe. Ma il pop deve essere sempre trash?

Categories:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 Commenti

  1. La motivazione di Petroni mi sembra molto discutibile.
    Allora nell’edizione 2010 di quel libro infiliamo pure i panini di Mac D. e i kebab?
    Se ne mangiano tanti pure di quelli..
    detto questo, le penne panna e salmone mi piacciono e le mangio molto volentieri.
    E del suo libro ho ancora la prima edizione, in coppia con quello della vera cucina toscana..

  2. Forse quello che troviamo nei ristoranti sarà pure un piatto fatto male, ma credo che che se preparato in casa con le dovute “attenzioni” diventa, oltre che buono, un piatto di facile e veloce preparazione

  3. i libri di Petroni, cucina fiorentina, marinara e, in minore misura, emiliana, erano e sono le colonne portanti della cucina di mia madre, che cucinare non sa e non ha mai saputo (nemmeno quando li legge).

    così li ho avuti per le mani fin da piccola e devo dire che molte delle mie ricette classiche derivano da lì, ma le penne al salmone davvero non c’azzeccano proprio niente!!!!

  4. Giovanni Righi Parenti nel 1976 fece 2 volumi dal titolo “La grande cucina toscana”, in qualche modo fotografando i piatti- ricette che si potevano incontrare bordeggiando nei ristoranti-trattorie della regione. Lo spessore culturale del personaggio, lo distinguono da un tipo di giornalismo arrembante stile Petroni. Ma quello che mi è venuto in mente leggendo il post di Leonardo è una domanda. Non conosco una ricetta di pastasciutta toscana che abbia delle attestazioni tali da farla assurgere a ricetta tipica. Voi ne conoscete qualcuna?