Partiamo subito dal video riassuntivo di ieri

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e poi, quando sarò in grado, scriverò anche della cena di ieri, partita ocn il cacimperio, ovvero fonduta alle zucchine, proseguita con il rifreddo di lepre, i tortelli di ricotta e spinaci, la zuppa di cipolle, l’anatra in umido e il lattaruolo. Oggi tappa più impegnativa, in partenza da Portico di Romagna, che prevedeva il passaggio sul Muraglione, passo posto a 907 metri, con oltre 600 metri di dislivello da superare; anche la distanza è la più lunga del Pellegrinaggio, 28 chilometri ed in più la pioggia che scende incessante. Il gruppo si divide, le forze sono diverse, ognuno prosegue del suo passo, con distacchi abissali: solo un punto di sosta a San Benedetto in Alpe, ma la vetta attira i più a proseguire spediti. Camminare da solo aiuta lo sviluppo dei pensieri, fa nascere nuove idee, permette una meditazione altrimenti difficile. Le gambe cominciano ad essere indolenzite, ma il fiato regge. La sosta al Muraglione si rivela benefica, è arrivato Alessandro Frassica di ‘Ino a portarci i panini, lo spirito si ritempra oltre che al fisico. Aspettiamo Kyle, che arriva con un’ora e dieci di ritardo tra i primi, ma sembra uscito dall’ufficio: non è neppure bagnato, d’altronde cammina con l’ombrello! La discesa è veloce ma spezza le gambe ai più: si ocnteranno alla fine indolenzimenti generali, unghie saltate: arriva a fare gli ultimi chilometri anche il sindaco di San Godenzo. Una volta arrivati, attimi di paura per Stefano Frassineti, che scivola dopo la doccia ma un’energica fasciatura all’avambraccio limita i danni. La cena di stasera si preannuncia abbondante come non mai..i nostri eroi sono ancora ben motivati, l’obiettivo è vicino!

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4 Commenti

  1. Buongiorno Leonardo allora come ci si sveglia dopo il Muraglione? Immagino che se già ieri c’erano alcuni indolenzimenti oggi sarà anche peggio… Però ti invidio. Bellissima esperienza!

    Ciao, a presto!