Un’espressione tipica fiorentina(penso) per indicare che non si perde tempo è: “non si sta mica a pettinare le bambole.”. Non so perchè ma mi viene in mente quando vedo le persone che si mettono a sbucciare gli acini d’uva uno per uno, togliendo anche il vinacciolo interno. Capisco, da degustatore, che evitare l’amaro del seme interno e la noia della buccia spessa sia un piacere gustativo, ma la fatica per raggiungere lo scopo mi appare improba. Sbaglio?

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9 Commenti

  1. NO!! e poi così facendo non sapranno mai cosa stanno realmente mangiando. Pensa che al corso per assaggiatori dd’uva s’insegnano a masticare i vinaccioli per valutare la maturazione del chicco…

  2. io conosco l’espressione “non si sta mica a cantare sull’albero”..e mi piace. non amo perdere tempo in generale e a tavola ingoio tutto chicchi di uva semi di cocomero.. persino le bucce dei lupini al cinema..
    per i semi di zucca invece..perciò li evito

  3. Tre acini, tre.
    A fine cena, quando il cavaliere ha gli occhi sfuggenti di chi ha pagato e vuole accompagnarti a casa (chissà perchè).
    Tre acini, rigirati tra le dita, speluccati lentamente, spogliati degli acini, mangiati a morsettini….lentamente, molto lentamente….
    E’ il modo migliore per far impazzire un uomo.

  4. federica, straordinaria…però mica sempre è stagione di uva! si può fare anche con i mandarini? (magari introducendo la variante di togliere i pelucchi bianchi della buccia…)

  5. è un po’ come quelli che sgusciano prima tutte le vongole dello spaghetto e poi si mangiano quest’ultimo irrimediabilmente freddo !!

    @federica
    da dove hai preso questa citazione ? :-))

  6. Mi avete dato varie idee per il futuro..mandarini, semi di zucca…lupini!!!!(da non scambiate per quelli dei piedi, ovvio!) : L’immagine di federica è di quelli che molti uomini si sognano la sera…l’importante è che lei non risulti sciatta e imbranata a fare quella scena..riguardo al dubbio di perchè uno ti vuol riportare a casa..ovvio! Ha le scarpe nuove e non vede l’ora di togliersele:-)))))

  7. Beh, c’è un luogo dove ogni anno, un certo giorno a una cert’ora è fondamentale”pelare gli acini d’uva”, pena la vita!

    A Madrid, e in tutta la Spagna, è tradizione salutare l’anno che termina mangiando dodici chicchi di uva al ritmo segnato dei dodici colpi di orologio che rintoccano dalla cima della vecchia Real Casa de Correos. Una campana che viene trasmessa da tutte le telvisioni e radio spagnole. Non farlo sarebbe di pessimo auspicio per le sorti dell’anno nuovo.

    Sebbene quel giorno il ritmo venga appositamente rallentato -un colpo ogni tre secondi- per consentire a tutti di trangugiare i dodici acini, uno ogni rintocco, ogni anno sono parecchi i turisti che rischiano la pelle soffocati dopo il quinto o sesto.

    Infatti gli astuti e previdenti spagnoli i chicchi se li pelano prima…

  8. Al di la di ogni plausibile sarcasmo e al di la di ogni sottinteso, la ricerca mirava a conoscere un eventuale autentico modo per poter dare a persona affetta da grave divertcolosi un piacevole pugno di chicchi pelati non maciullati.
    Paolo Acquaviva