Nel parlare fiorentino, il binomio di pasta al burro e bracioline all’olio fa scattare immediato, nelle persone più anziane, il collegamento con quello che veniva ritenuto un dato certo: il marito sottoposto a questo regime dietetico era, bontà sua, un cornuto, non avendo il tempo, la moglie, di preparare piatti più complessi, essendo in altre faccende affaccendata. Non è dato sapere se il detto corrisponda alla verità, ma conviene soffermarsi sui piatti in questione. La pasta al burro è chiaramente di una semplicità inaudita e solo la materia prima può determinare un effettivo godimento gustativo. Per quanto riguarda la carne, si tratta di fettine scelte di carne del quarto posteriore, che vegono cotte inpadella con olio extravergine di oliva, un po’ di sale e talvolta c’è a presenza di erbe aromatiche quali salvia e rosmarino. L’ablità sta nel non far diventare dura la carne e fare un fondo di cottura saporito, dove inzuppare il pane. Contorno preferito, gli spinaci saltati. SI accattano consiglie variazioni.

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2 Commenti

  1. per la pasta penserei alle storiche tagliatelle al doppio (o triplo) burro di Alfredo alla Scrofa a Roma – cotte addirittura nel brodo di pollo e condite con cucchiaiate di burro buono reso morbido e formaggio grattugiato; per le fettine penserei ad una variante suggerita da Fabio Picchi: fettina scottata con salvia e poi, a fuoco spento, aggiunta di olio crudo, limone (e pepe direi io) per il tempo sufficiente a creare unione tra i due ingredienti e formare una salsina…